Nei giudizi che trattano casi di omicidio è possibile notare a volte la presenza di testimoni oculari che sostengono aver assistito al fatto personalmente, i quali rappresentano fonti di informazioni e dettagli essenziali per la risoluzione del caso, chiamati poi, per tal motivo, a identificarne l’autore. Prima di farlo viene chiesto loro di rendere una descrizione della persona che sostengono aver visto, affinché si riesca ad individuare sospetti o confermare ipotesi, o ancor prima, iniziare le indagini. Molto spesso si sente la frase “scavare nella memoria” quando si chiede la risposta ad una domanda su un avvenimento passato, un avvistamento, ma è davvero corrispondente alla realtà quanto affermato da questi soggetti? Il ricordo è davvero nitido e preciso sebbene siano passati giorni, mesi, anni? Il primo capitolo di questa tesi delinea il contesto normativo e processuale a cui si fa riferimento, proseguendo poi con un’esposizione delle materie e delle discipline che forniscono un apporto conoscitivo ulteriore e rilevante per l’interazione con questa tipologia di testimoni e per la conseguente formazione del riconoscimento di persona. Il secondo capitolo rappresenta il tentativo di individuare ed accertare la presenza o assenza di una prassi procedurale analizzando casi giurisprudenziali del quinquennio 2020-2025, evidenziando la valutazione e le considerazioni elaborate a tal riguardo dalla Corte di Cassazione. Quanto emerso è l’assenza di una procedura stabilita ed applicata in modo uniforme ed una non adeguata considerazione del sapere scientifico disponibile in materia, apparendo ancora marcato lo scetticismo nei suoi confronti ed altresì troppo dipendente dalla discrezione delle autorità. L’esposizione di due casi emblematici di cronaca nera italiana, omicidi che hanno ottenuto un enorme copertura mediatica, permette di evidenziare sia il valore probatorio attribuito al riconoscimento di persona sia le possibili cause di quelli che sono qualificabili come veri e propri errori. Gli errori giudiziari sono al centro della trattazione del terzo capitolo, nel quale si rivolge l’attenzione ad un’organizzazione assai rilevante ed emblematica in tale ambito, The Innocence project, impossibile da non menzionare affrontando questo tema. Attraverso la sua attività ha dimostrato quale alto tasso di errore sia insito nel riconoscimento di persona effettuato dai testimoni oculari, il suo ruolo chiave nell’esito dei casi e l’alto numero di condanne annullate con l’ausilio del test del DNA che ha permesso di dimostrare l’innocenza del soggetto condannato ingiustamente. Quanto illustrato nel primo capitolo può essere ritenuto un utile sintesi di conoscenze provenienti dalla scienza, dalla psicologia, dalle neuroscienze, inerenti all’argomento trattato in questa tesi, il cui rispetto e conoscenza sono necessari per la formulazione di procedure e linee guida da applicare nella formazione del riconoscimento di persona e per la sua valutazione, ottenendo il minor margine di errore nella formazione e valutazione della prova, con l’obiettivo di incrementare l’attendibilità della prova, la tutela dei diritti delle parti coinvolte e, conseguentemente, la certezza del diritto, aspetti fondamentali per il processo.

Prove, memoria e rischio d’errore: il riconoscimento di persona tra diritto e sapere scientifico

SGAMBARO, GIULIA
2024/2025

Abstract

Nei giudizi che trattano casi di omicidio è possibile notare a volte la presenza di testimoni oculari che sostengono aver assistito al fatto personalmente, i quali rappresentano fonti di informazioni e dettagli essenziali per la risoluzione del caso, chiamati poi, per tal motivo, a identificarne l’autore. Prima di farlo viene chiesto loro di rendere una descrizione della persona che sostengono aver visto, affinché si riesca ad individuare sospetti o confermare ipotesi, o ancor prima, iniziare le indagini. Molto spesso si sente la frase “scavare nella memoria” quando si chiede la risposta ad una domanda su un avvenimento passato, un avvistamento, ma è davvero corrispondente alla realtà quanto affermato da questi soggetti? Il ricordo è davvero nitido e preciso sebbene siano passati giorni, mesi, anni? Il primo capitolo di questa tesi delinea il contesto normativo e processuale a cui si fa riferimento, proseguendo poi con un’esposizione delle materie e delle discipline che forniscono un apporto conoscitivo ulteriore e rilevante per l’interazione con questa tipologia di testimoni e per la conseguente formazione del riconoscimento di persona. Il secondo capitolo rappresenta il tentativo di individuare ed accertare la presenza o assenza di una prassi procedurale analizzando casi giurisprudenziali del quinquennio 2020-2025, evidenziando la valutazione e le considerazioni elaborate a tal riguardo dalla Corte di Cassazione. Quanto emerso è l’assenza di una procedura stabilita ed applicata in modo uniforme ed una non adeguata considerazione del sapere scientifico disponibile in materia, apparendo ancora marcato lo scetticismo nei suoi confronti ed altresì troppo dipendente dalla discrezione delle autorità. L’esposizione di due casi emblematici di cronaca nera italiana, omicidi che hanno ottenuto un enorme copertura mediatica, permette di evidenziare sia il valore probatorio attribuito al riconoscimento di persona sia le possibili cause di quelli che sono qualificabili come veri e propri errori. Gli errori giudiziari sono al centro della trattazione del terzo capitolo, nel quale si rivolge l’attenzione ad un’organizzazione assai rilevante ed emblematica in tale ambito, The Innocence project, impossibile da non menzionare affrontando questo tema. Attraverso la sua attività ha dimostrato quale alto tasso di errore sia insito nel riconoscimento di persona effettuato dai testimoni oculari, il suo ruolo chiave nell’esito dei casi e l’alto numero di condanne annullate con l’ausilio del test del DNA che ha permesso di dimostrare l’innocenza del soggetto condannato ingiustamente. Quanto illustrato nel primo capitolo può essere ritenuto un utile sintesi di conoscenze provenienti dalla scienza, dalla psicologia, dalle neuroscienze, inerenti all’argomento trattato in questa tesi, il cui rispetto e conoscenza sono necessari per la formulazione di procedure e linee guida da applicare nella formazione del riconoscimento di persona e per la sua valutazione, ottenendo il minor margine di errore nella formazione e valutazione della prova, con l’obiettivo di incrementare l’attendibilità della prova, la tutela dei diritti delle parti coinvolte e, conseguentemente, la certezza del diritto, aspetti fondamentali per il processo.
2024
Evidence, memory and the risk of error: the recognition of person between law and scientific knowledge
memoria
testimonianza
omicidio
processo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/98813