Human trafficking is among the gravest violations of human rights globally, with women and girls disproportionately affected across most of its forms. Among its most concealed yet pervasive manifestations is trafficking for the purpose of domestic servitude, where victims – often from contexts of poverty, gender inequality, and systemic discrimination – are lured by false promises of employment and subjected to exploitation within private households. This thesis aims to provide an in-depth analysis of domestic exploitation within the broader framework of human trafficking, examining how gender, migration, and structural inequality intersect to render victims particularly vulnerable and invisible. Through a comprehensive mixed-method approach integrating international data, academic literature, and one direct testimony, this research explores the structural, cultural, and economic conditions that sustain domestic servitude, alongside the recruitment strategies and the employed mechanisms of coercion. Particular attention is given to the case study of Lebanon, where the kafala system constitutes a paradigmatic example of institutionalized dependency and exploitation. The study reveals how inadequate legal protections, cultural normalization, and economic dependency intersect to create what amounts to modern-day slavery within domestic spaces. Legal and policy responses at both international and national levels are also examined, revealing significant gaps in protection mechanisms and enforcement capabilities. Ultimately, the thesis advocates for comprehensive, survivor-centered, and gender-responsive approach that integrates legal reform, social policy, and cultural transformation, whilst also stressing the need for effective transnational cooperation. Giving voice to the silenced is the first step toward dismantling a form of modern-day slavery that still thrives – hidden – behind closed doors.

La tratta di esseri umani rappresenta una delle più gravi violazioni dei diritti umani a livello globale, colpendo in maniera sproporzionata donne e bambine nella maggioranza delle sue diverse forme. Tra le sue manifestazioni più nascoste ma pervasive vi è la tratta a scopo di servitù domestica, in cui le vittime – spesso provenienti da contesti segnati da povertà, disuguaglianza di genere e discriminazioni sistemiche – vengono adescate con false promesse di impiego e sottoposte a sfruttamento all’interno di abitazioni private. La presente tesi si propone di offrire un’analisi approfondita dello sfruttamento domestico all’interno del più ampio quadro della tratta di esseri umani, esaminando come genere, migrazione e disuguaglianza strutturale si intersechino nel rendere le vittime particolarmente vulnerabili e invisibili. Attraverso un approccio metodologico integrato, che combina dati internazionali, letteratura accademica e una testimonianza diretta, la ricerca esplora le condizioni strutturali, culturali ed economiche che sostengono la servitù domestica, nonché le strategie di reclutamento e i meccanismi di coercizione impiegati. Particolare attenzione è dedicata al caso del Libano, dove il sistema kafala rappresenta un esempio concreto di dipendenza e sfruttamento istituzionalizzati. Lo studio evidenzia come l’inadeguatezza delle tutele legali, la normalizzazione culturale e la dipendenza economica si intreccino nel creare ciò che equivale a una schiavitù moderna all’interno degli spazi domestici. Vengono inoltre esaminati gli interventi giuridici e politici a livello internazionale e nazionale, evidenziando lacune significative nei meccanismi di protezione e nelle capacità di applicazione delle leggi. In conclusione, la tesi promuove un approccio globale, centrato sulle sopravvissute e sensibile al genere, che integri la riforma legislativa, le politiche sociali e la trasformazione culturale, sottolineando al contempo l’urgenza di una cooperazione transnazionale efficace. Dare voce a chi è stato ridotto al silenzio rappresenta il primo passo per smantellare una forma di schiavitù moderna che continua a prosperare – nascosta – all’interno delle mura domestiche.

SORELLE IN CATENE: LA TRAPPOLA GLOBALE DELLO SFRUTTAMENTO DOMESTICO. Esplorando il lavoro invisibile, le disuguaglianze strutturali e la servitù moderna.

TALDO, IRENE
2024/2025

Abstract

Human trafficking is among the gravest violations of human rights globally, with women and girls disproportionately affected across most of its forms. Among its most concealed yet pervasive manifestations is trafficking for the purpose of domestic servitude, where victims – often from contexts of poverty, gender inequality, and systemic discrimination – are lured by false promises of employment and subjected to exploitation within private households. This thesis aims to provide an in-depth analysis of domestic exploitation within the broader framework of human trafficking, examining how gender, migration, and structural inequality intersect to render victims particularly vulnerable and invisible. Through a comprehensive mixed-method approach integrating international data, academic literature, and one direct testimony, this research explores the structural, cultural, and economic conditions that sustain domestic servitude, alongside the recruitment strategies and the employed mechanisms of coercion. Particular attention is given to the case study of Lebanon, where the kafala system constitutes a paradigmatic example of institutionalized dependency and exploitation. The study reveals how inadequate legal protections, cultural normalization, and economic dependency intersect to create what amounts to modern-day slavery within domestic spaces. Legal and policy responses at both international and national levels are also examined, revealing significant gaps in protection mechanisms and enforcement capabilities. Ultimately, the thesis advocates for comprehensive, survivor-centered, and gender-responsive approach that integrates legal reform, social policy, and cultural transformation, whilst also stressing the need for effective transnational cooperation. Giving voice to the silenced is the first step toward dismantling a form of modern-day slavery that still thrives – hidden – behind closed doors.
2024
SISTERS IN CHAINS: THE GLOBAL TRAP OF DOMESTIC EXPLOITATION. Exploring Hidden Labor, Structural Inequalities, and Modern-Day Servitude.
La tratta di esseri umani rappresenta una delle più gravi violazioni dei diritti umani a livello globale, colpendo in maniera sproporzionata donne e bambine nella maggioranza delle sue diverse forme. Tra le sue manifestazioni più nascoste ma pervasive vi è la tratta a scopo di servitù domestica, in cui le vittime – spesso provenienti da contesti segnati da povertà, disuguaglianza di genere e discriminazioni sistemiche – vengono adescate con false promesse di impiego e sottoposte a sfruttamento all’interno di abitazioni private. La presente tesi si propone di offrire un’analisi approfondita dello sfruttamento domestico all’interno del più ampio quadro della tratta di esseri umani, esaminando come genere, migrazione e disuguaglianza strutturale si intersechino nel rendere le vittime particolarmente vulnerabili e invisibili. Attraverso un approccio metodologico integrato, che combina dati internazionali, letteratura accademica e una testimonianza diretta, la ricerca esplora le condizioni strutturali, culturali ed economiche che sostengono la servitù domestica, nonché le strategie di reclutamento e i meccanismi di coercizione impiegati. Particolare attenzione è dedicata al caso del Libano, dove il sistema kafala rappresenta un esempio concreto di dipendenza e sfruttamento istituzionalizzati. Lo studio evidenzia come l’inadeguatezza delle tutele legali, la normalizzazione culturale e la dipendenza economica si intreccino nel creare ciò che equivale a una schiavitù moderna all’interno degli spazi domestici. Vengono inoltre esaminati gli interventi giuridici e politici a livello internazionale e nazionale, evidenziando lacune significative nei meccanismi di protezione e nelle capacità di applicazione delle leggi. In conclusione, la tesi promuove un approccio globale, centrato sulle sopravvissute e sensibile al genere, che integri la riforma legislativa, le politiche sociali e la trasformazione culturale, sottolineando al contempo l’urgenza di una cooperazione transnazionale efficace. Dare voce a chi è stato ridotto al silenzio rappresenta il primo passo per smantellare una forma di schiavitù moderna che continua a prosperare – nascosta – all’interno delle mura domestiche.
Human trafficking
Domestic servitude
Gender inequality
Human rights
Coercion and control
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/98887