Razionale: le malattie croniche non trasmissibili (MCNT) sono oggi la principale causa di morte a livello mondiale. I fattori che incidono maggiormente sono due: cattive abitudini alimentari e poca attività fisica. Spesso questi comportamenti vengono rinforzati da un ambiente definito “obesogeno”. In questo quadro, il ruolo degli operatori sanitari è duplice. Da una parte sono esposti agli stessi rischi di tutti. Dall’altra, hanno una responsabilità maggiore: rappresentano infatti un punto di riferimento per la salute della popolazione. Obiettivi: questa tesi si inserisce nella prima fase del progetto “IOV x NOI: campagna di sensibilizzazione sull’importanza degli stili di vita sani per i dipendenti dello Istituto Oncologico Veneto (IOV)”. L’obiettivo è capire come il personale si alimenta, quanto si muove e quali conoscenze possiede in ambito nutrizionale. Questo consentirà di individuare eventuali punti critici e proporre strategie utili alla promozione della salute. Materiali e metodi: per raccogliere i dati sono stati utilizzati tre questionari validati: - Nutrition Knowledge Questionnaire, per valutare le conoscenze nutrizionali (331 partecipanti); - GPAQ, per analizzare l’attività fisica praticata (102 partecipanti); - Med-QSUS, per misurare l’aderenza alla dieta mediterranea e a quella sostenibile (159 partecipanti). Risultati: nel complesso, le conoscenze nutrizionali risultano buone. Il punteggio medio è di 66.1 (±8.3), pari a circa il 73% del massimo possibile. Non sono state rilevate differenze significative tra personale sanitario e non sanitario. Per quanto riguarda l’attività fisica, la maggior parte del campione (70,6%) svolge un livello alto di movimento. Il 20.6% ha un livello basso e l’8.8% medio livello. Nel complesso, circa il 13% del campione, però, non raggiunge i livelli raccomandati dalla WHO. L’aderenza alla dieta mediterranea risulta invece complessivamente limitata: il 78.1% del campione presenta una bassa aderenza, il 13.4% una media e solo l’8.6% un’elevata aderenza. Conclusioni: in generale, i risultati mostrano buone conoscenze teoriche ma difficoltà a metterle in pratica. Il livello di attività fisica è buono ed evidenzia una buona propensione al movimento. Resta comunque importante promuoverne la continuità nel tempo. L’aderenza alla dieta mediterranea risulta invece complessivamente insufficiente e rappresenta l’ambito con migliori margini di miglioramento. Per questo motivo servono degli interventi semplici e concreti, che aiutino davvero a migliorare lo stile di vita.
Indagine sulle conoscenze nutrizionali e sugli stili di vita dei dipendenti dello IOV a supporto di una campagna di sensibilizzazione
PONTELLI, ALESSIA
2024/2025
Abstract
Razionale: le malattie croniche non trasmissibili (MCNT) sono oggi la principale causa di morte a livello mondiale. I fattori che incidono maggiormente sono due: cattive abitudini alimentari e poca attività fisica. Spesso questi comportamenti vengono rinforzati da un ambiente definito “obesogeno”. In questo quadro, il ruolo degli operatori sanitari è duplice. Da una parte sono esposti agli stessi rischi di tutti. Dall’altra, hanno una responsabilità maggiore: rappresentano infatti un punto di riferimento per la salute della popolazione. Obiettivi: questa tesi si inserisce nella prima fase del progetto “IOV x NOI: campagna di sensibilizzazione sull’importanza degli stili di vita sani per i dipendenti dello Istituto Oncologico Veneto (IOV)”. L’obiettivo è capire come il personale si alimenta, quanto si muove e quali conoscenze possiede in ambito nutrizionale. Questo consentirà di individuare eventuali punti critici e proporre strategie utili alla promozione della salute. Materiali e metodi: per raccogliere i dati sono stati utilizzati tre questionari validati: - Nutrition Knowledge Questionnaire, per valutare le conoscenze nutrizionali (331 partecipanti); - GPAQ, per analizzare l’attività fisica praticata (102 partecipanti); - Med-QSUS, per misurare l’aderenza alla dieta mediterranea e a quella sostenibile (159 partecipanti). Risultati: nel complesso, le conoscenze nutrizionali risultano buone. Il punteggio medio è di 66.1 (±8.3), pari a circa il 73% del massimo possibile. Non sono state rilevate differenze significative tra personale sanitario e non sanitario. Per quanto riguarda l’attività fisica, la maggior parte del campione (70,6%) svolge un livello alto di movimento. Il 20.6% ha un livello basso e l’8.8% medio livello. Nel complesso, circa il 13% del campione, però, non raggiunge i livelli raccomandati dalla WHO. L’aderenza alla dieta mediterranea risulta invece complessivamente limitata: il 78.1% del campione presenta una bassa aderenza, il 13.4% una media e solo l’8.6% un’elevata aderenza. Conclusioni: in generale, i risultati mostrano buone conoscenze teoriche ma difficoltà a metterle in pratica. Il livello di attività fisica è buono ed evidenzia una buona propensione al movimento. Resta comunque importante promuoverne la continuità nel tempo. L’aderenza alla dieta mediterranea risulta invece complessivamente insufficiente e rappresenta l’ambito con migliori margini di miglioramento. Per questo motivo servono degli interventi semplici e concreti, che aiutino davvero a migliorare lo stile di vita.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/99034