La lesione traumatica del midollo spinale cervicale (cSCI) rappresenta una condizione complessa, caratterizzata da esiti neurologici difficilmente prevedibili. La risonanza magnetica (RM) costituisce lo standard di riferimento nella valutazione iniziale, ma il suo valore predittivo rispetto al recupero funzionale rimane incerto. Questo studio ha indagato se l’estensione volumetrica e l’intensità del segnale della cSCI su RM preoperatoria siano correlate agli esiti neurologici e funzionali dopo intervento chirurgico precoce e successiva riabilitazione. È stato condotto uno studio quantitativo retrospettivo su 45 pazienti adulti con cSCI acuta sottoposti a decompressione spinale urgente entro 12 ore dal trauma. Sono state analizzate sequenze T2 pesate della RM cervicale per valutare il volume della lesione (%VSCI) e l’iperintensità massimale (SCIir). Gli esiti neurologici e funzionali sono stati rilevati in fase preoperatoria, postoperatoria e al termine della riabilitazione mediante la scala ASIA, il punteggio mJOA e il Barthel Index. Analisi di regressione multivariata, corrette per età e sesso, hanno esplorato le relazioni tra parametri radiologici ed esiti clinici. I risultati hanno mostrato che un aumento di %VSCI era indipendentemente associato a punteggi mJOA più bassi sia in fase preoperatoria che dopo la riabilitazione. Non sono emerse associazioni significative tra %VSCI e variazioni della scala ASIA, né tra SCIir e gli esiti clinici analizzati. Il punteggio medio mJOA è migliorato da 8.9 ± 3.2 a 12.6 ± 5.1 e il 40.9% dei pazienti ha raggiunto ASIA E al follow-up finale. In conclusione, l’estensione volumetrica della lesione alla RM preoperatoria risulta un potenziale predittore degli esiti funzionali nei pazienti con cSCI, mentre l’intensità del segnale non mostra valore prognostico significativo rispetto al recupero funzionale. Questo dato nella pratica clinica di un fisioterapista è importante per la pianificazione del percorso riabilitativo e nella gestione delle aspettative del paziente. Orienta il professionista ad una personalizzazione dell’intervento, rafforza la capacità di interpretare i dati radiologici in chiave funzionale, aumentando la qualità del lavoro di équipe e proprio nell’ottica di integrazione multiprofessionale il fisioterapista, conoscendo questi dati, può contribuire in modo più consapevole alla discussione multidisciplinare sul piano riabilitativo con altri professionisti.

Correlazione tra intensità ed estensione di segnale in risonanza magnetica e recupero funzionale in pazienti con lesione del midollo spinale cervicale: studio quantitativo retrospettivo monocentrico

CHINELLATO, LUCA
2024/2025

Abstract

La lesione traumatica del midollo spinale cervicale (cSCI) rappresenta una condizione complessa, caratterizzata da esiti neurologici difficilmente prevedibili. La risonanza magnetica (RM) costituisce lo standard di riferimento nella valutazione iniziale, ma il suo valore predittivo rispetto al recupero funzionale rimane incerto. Questo studio ha indagato se l’estensione volumetrica e l’intensità del segnale della cSCI su RM preoperatoria siano correlate agli esiti neurologici e funzionali dopo intervento chirurgico precoce e successiva riabilitazione. È stato condotto uno studio quantitativo retrospettivo su 45 pazienti adulti con cSCI acuta sottoposti a decompressione spinale urgente entro 12 ore dal trauma. Sono state analizzate sequenze T2 pesate della RM cervicale per valutare il volume della lesione (%VSCI) e l’iperintensità massimale (SCIir). Gli esiti neurologici e funzionali sono stati rilevati in fase preoperatoria, postoperatoria e al termine della riabilitazione mediante la scala ASIA, il punteggio mJOA e il Barthel Index. Analisi di regressione multivariata, corrette per età e sesso, hanno esplorato le relazioni tra parametri radiologici ed esiti clinici. I risultati hanno mostrato che un aumento di %VSCI era indipendentemente associato a punteggi mJOA più bassi sia in fase preoperatoria che dopo la riabilitazione. Non sono emerse associazioni significative tra %VSCI e variazioni della scala ASIA, né tra SCIir e gli esiti clinici analizzati. Il punteggio medio mJOA è migliorato da 8.9 ± 3.2 a 12.6 ± 5.1 e il 40.9% dei pazienti ha raggiunto ASIA E al follow-up finale. In conclusione, l’estensione volumetrica della lesione alla RM preoperatoria risulta un potenziale predittore degli esiti funzionali nei pazienti con cSCI, mentre l’intensità del segnale non mostra valore prognostico significativo rispetto al recupero funzionale. Questo dato nella pratica clinica di un fisioterapista è importante per la pianificazione del percorso riabilitativo e nella gestione delle aspettative del paziente. Orienta il professionista ad una personalizzazione dell’intervento, rafforza la capacità di interpretare i dati radiologici in chiave funzionale, aumentando la qualità del lavoro di équipe e proprio nell’ottica di integrazione multiprofessionale il fisioterapista, conoscendo questi dati, può contribuire in modo più consapevole alla discussione multidisciplinare sul piano riabilitativo con altri professionisti.
2024
Correlation between Signal Intensity and extent on Magnetic Resonance Imaging and funcional recovery in patients with cervical Spinal Cord Injury: a quantitative retrospective single-center study
recupero funzionale
lesioni del midollo
studio retrospettivo
RIsonanza magnetica
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/99235