Cadmium is a heavy metal that, despite its natural diffusion in the environment, has become one of the main public health concerns in recent decades due to anthropogenic activities that have intensified its presence. This toxic element, once introduced into the soil or water, tends to accumulate in living organisms and through the food chain can reach humans. Among the most relevant food sources we find fishery products and in particular crustaceans represent a significant vehicle of exposure, since their bioaccumulation capacity makes them a natural reservoir of cadmium. The habitual consumption of contaminated crustaceans can lead to chronic exposure, with consequences that do not manifest themselves immediately but that over time can seriously jeopardise health. The most well-known damage concerns the kidney system and skeleton, but there is evidence of effects on the heart, cardiovascular system and even an increased risk of tumours. Precisely for this reason, European and international health institutions have set strict limits on the concentration of cadmium in food and promote constant monitoring and control programs. The analysis of the risk related to cadmium in crustaceans is therefore not limited to the scientific assessment of the levels of contamination but is part of a broader context of consumer protection and environmental protection. Studying and understanding the mechanisms of exposure and the possible effects on health becomes essential not only to ensure safe food consumption, but also to outline future strategies for prevention and sustainability.

Il cadmio è un metallo pesante che, nonostante la sua diffusione naturale nell’ambiente, è diventato negli ultimi decenni una delle principali preoccupazioni per la salute pubblica a causa delle attività antropiche che ne hanno intensificato la presenza. Questo elemento tossico, una volta immesso nel suolo o nelle acque, tende ad accumularsi negli organismi viventi e attraverso la catena alimentare può raggiungere l’uomo. Tra le fonti alimentari più rilevanti troviamo i prodotti della pesca e in particolare i crostacei rappresentano un veicolo significativo di esposizione, poiché la loro capacità di bioaccumulo li rende un serbatoio naturale di cadmio. Il consumo abituale di crostacei contaminati può comportare un’esposizione cronica, con conseguenze che non si manifestano nell’immediato ma che nel tempo possono compromettere seriamente la salute. I danni più noti riguardano l’apparato renale e lo scheletro, ma non mancano evidenze di effetti a carico del cuore, del sistema cardiovascolare e persino un aumento del rischio di tumori. Proprio per questo motivo, le istituzioni sanitarie europee e internazionali hanno fissato limiti rigorosi alla concentrazione di cadmio negli alimenti e promuovono programmi di monitoraggio e controllo costanti. L’analisi del rischio legato al cadmio nei crostacei non si limita quindi alla valutazione scientifica dei livelli di contaminazione ma si colloca in un più ampio contesto di tutela del consumatore e di protezione dell’ambiente. Studiare e comprendere i meccanismi di esposizione e i possibili effetti sulla salute diventa essenziale non solo per garantire un consumo alimentare sicuro, ma anche per delineare strategie future di prevenzione e sostenibilità.

Cadmio nei crostacei e rischio per i consumatori

CREMASCO, KATIA
2024/2025

Abstract

Cadmium is a heavy metal that, despite its natural diffusion in the environment, has become one of the main public health concerns in recent decades due to anthropogenic activities that have intensified its presence. This toxic element, once introduced into the soil or water, tends to accumulate in living organisms and through the food chain can reach humans. Among the most relevant food sources we find fishery products and in particular crustaceans represent a significant vehicle of exposure, since their bioaccumulation capacity makes them a natural reservoir of cadmium. The habitual consumption of contaminated crustaceans can lead to chronic exposure, with consequences that do not manifest themselves immediately but that over time can seriously jeopardise health. The most well-known damage concerns the kidney system and skeleton, but there is evidence of effects on the heart, cardiovascular system and even an increased risk of tumours. Precisely for this reason, European and international health institutions have set strict limits on the concentration of cadmium in food and promote constant monitoring and control programs. The analysis of the risk related to cadmium in crustaceans is therefore not limited to the scientific assessment of the levels of contamination but is part of a broader context of consumer protection and environmental protection. Studying and understanding the mechanisms of exposure and the possible effects on health becomes essential not only to ensure safe food consumption, but also to outline future strategies for prevention and sustainability.
2024
Cadmium in shellfish and risk to consumers
Il cadmio è un metallo pesante che, nonostante la sua diffusione naturale nell’ambiente, è diventato negli ultimi decenni una delle principali preoccupazioni per la salute pubblica a causa delle attività antropiche che ne hanno intensificato la presenza. Questo elemento tossico, una volta immesso nel suolo o nelle acque, tende ad accumularsi negli organismi viventi e attraverso la catena alimentare può raggiungere l’uomo. Tra le fonti alimentari più rilevanti troviamo i prodotti della pesca e in particolare i crostacei rappresentano un veicolo significativo di esposizione, poiché la loro capacità di bioaccumulo li rende un serbatoio naturale di cadmio. Il consumo abituale di crostacei contaminati può comportare un’esposizione cronica, con conseguenze che non si manifestano nell’immediato ma che nel tempo possono compromettere seriamente la salute. I danni più noti riguardano l’apparato renale e lo scheletro, ma non mancano evidenze di effetti a carico del cuore, del sistema cardiovascolare e persino un aumento del rischio di tumori. Proprio per questo motivo, le istituzioni sanitarie europee e internazionali hanno fissato limiti rigorosi alla concentrazione di cadmio negli alimenti e promuovono programmi di monitoraggio e controllo costanti. L’analisi del rischio legato al cadmio nei crostacei non si limita quindi alla valutazione scientifica dei livelli di contaminazione ma si colloca in un più ampio contesto di tutela del consumatore e di protezione dell’ambiente. Studiare e comprendere i meccanismi di esposizione e i possibili effetti sulla salute diventa essenziale non solo per garantire un consumo alimentare sicuro, ma anche per delineare strategie future di prevenzione e sostenibilità.
Cadmio
Crostacei
Rischio
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Cremasco_Katia.pdf

Accesso riservato

Dimensione 358.38 kB
Formato Adobe PDF
358.38 kB Adobe PDF

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/99662