BACKGROUND: Gli infortuni in età pediatrica rappresentano una causa rilevante di morbosità e mortalità e richiedono un intervento tempestivo da parte dei caregiver, spesso primi testimoni dell’evento. La letteratura evidenzia tuttavia livelli di competenza non ottimali e una significativa insicurezza nell’esecuzione delle manovre di primo soccorso e di rianimazione cardiopolmonare (RCP). MATERIALI E METODI: È stato condotto uno studio osservazionale trasversale presso il Pronto Soccorso Pediatrico di un ospedale universitario del nord-est Italia. I dati sono stati raccolti tramite un questionario auto-redatto, somministrato online mediante QR-code e strutturato in quattro sezioni: caratteristiche sociodemografiche, formazione ed esperienza, conoscenze e preferenze formative. RISULTATI: Il campione era composto da 80 caregiver, prevalentemente donne (70%), con un’età media di 42.9 anni. Il 20% non aveva mai ricevuto formazione in primo soccorso o RCP. Il punteggio medio di conoscenza è risultato pari a 13.5/20 (67.5% di risposte corrette) e un solo partecipante ha risposto correttamente a tutti gli item. La disponibilità a intervenire risulta significativamente correlata a punteggi di conoscenza più elevati (p < 0.001). Analogamente, la partecipazione a corsi di primo soccorso e/o RCP risulta associata a una maggiore disponibilità all’azione (p = 0.01), suggerendo un ruolo rilevante della formazione nell’aumentare conoscenza e autoefficacia. DISCUSSIONE: Il livello di conoscenza complessivo è risultato insufficiente. Fattori quali grado di istruzione, appartenenza alle professioni sanitarie o educative, esperienza diretta e ricerca autonoma di informazioni si associano a punteggi più elevati. Nonostante oltre l’80% riconosca l’utilità della formazione e il 78.8% manifesti interesse verso corsi specifici, solo il 57.5% ha cercato informazioni in autonomia e il 41.3% ha tentato di iscriversi a un corso. Le principali barriere riguardano mancanza di competenze (21.7%), timore di arrecare danno (12%) e indecisione (19.3%): solo il 47% interverrebbe in caso di arresto cardiaco pediatrico. Il ricorso frequente a fonti online (33.3%) rispetto ai professionisti sanitari (8.9%) suggerisce la necessità di percorsi formativi strutturati e guidati. Le preferenze indicate evidenziano interesse per corsi brevi, pratici, in presenza e condotti da professionisti qualificati. CONCLUSIONI: Lo studio conferma l’insufficiente livello di conoscenza dei caregiver in materia di primo soccorso e RCP, nonostante l’elevata motivazione all’apprendimento. Si evidenzia la necessità di sviluppare programmi educativi più accessibili, mirati e rispondenti ai bisogni della popolazione, al fine di rafforzare la disponibilità e la capacità di intervento nelle emergenze pediatriche.
Conoscenze dei caregiver in materia di primo soccorso e rianimazione cardiopolmonare in ambito pediatrico: studio osservazionale trasversale
FORTIN, DANIELA
2024/2025
Abstract
BACKGROUND: Gli infortuni in età pediatrica rappresentano una causa rilevante di morbosità e mortalità e richiedono un intervento tempestivo da parte dei caregiver, spesso primi testimoni dell’evento. La letteratura evidenzia tuttavia livelli di competenza non ottimali e una significativa insicurezza nell’esecuzione delle manovre di primo soccorso e di rianimazione cardiopolmonare (RCP). MATERIALI E METODI: È stato condotto uno studio osservazionale trasversale presso il Pronto Soccorso Pediatrico di un ospedale universitario del nord-est Italia. I dati sono stati raccolti tramite un questionario auto-redatto, somministrato online mediante QR-code e strutturato in quattro sezioni: caratteristiche sociodemografiche, formazione ed esperienza, conoscenze e preferenze formative. RISULTATI: Il campione era composto da 80 caregiver, prevalentemente donne (70%), con un’età media di 42.9 anni. Il 20% non aveva mai ricevuto formazione in primo soccorso o RCP. Il punteggio medio di conoscenza è risultato pari a 13.5/20 (67.5% di risposte corrette) e un solo partecipante ha risposto correttamente a tutti gli item. La disponibilità a intervenire risulta significativamente correlata a punteggi di conoscenza più elevati (p < 0.001). Analogamente, la partecipazione a corsi di primo soccorso e/o RCP risulta associata a una maggiore disponibilità all’azione (p = 0.01), suggerendo un ruolo rilevante della formazione nell’aumentare conoscenza e autoefficacia. DISCUSSIONE: Il livello di conoscenza complessivo è risultato insufficiente. Fattori quali grado di istruzione, appartenenza alle professioni sanitarie o educative, esperienza diretta e ricerca autonoma di informazioni si associano a punteggi più elevati. Nonostante oltre l’80% riconosca l’utilità della formazione e il 78.8% manifesti interesse verso corsi specifici, solo il 57.5% ha cercato informazioni in autonomia e il 41.3% ha tentato di iscriversi a un corso. Le principali barriere riguardano mancanza di competenze (21.7%), timore di arrecare danno (12%) e indecisione (19.3%): solo il 47% interverrebbe in caso di arresto cardiaco pediatrico. Il ricorso frequente a fonti online (33.3%) rispetto ai professionisti sanitari (8.9%) suggerisce la necessità di percorsi formativi strutturati e guidati. Le preferenze indicate evidenziano interesse per corsi brevi, pratici, in presenza e condotti da professionisti qualificati. CONCLUSIONI: Lo studio conferma l’insufficiente livello di conoscenza dei caregiver in materia di primo soccorso e RCP, nonostante l’elevata motivazione all’apprendimento. Si evidenzia la necessità di sviluppare programmi educativi più accessibili, mirati e rispondenti ai bisogni della popolazione, al fine di rafforzare la disponibilità e la capacità di intervento nelle emergenze pediatriche.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/99795