ABSTRACT Background: nel contesto di cura l’aspetto assistenziale al giorno d’oggi non riguarda più soltanto la somministrazione di terapie e l’applicazione di protocolli, ma comprende anche la promozione di un rapporto relazionale centrato sul paziente, basato su partecipazione, empatia e dialogo. In tale prospettiva, l’educazione del paziente e l’ascolto attivo dei suoi bisogni emergono come elementi cardine per garantire non solo l’efficacia clinica, ma anche il rispetto della dignità, dell’autonomia e del benessere complessivo della persona. Obiettivo: descrivere quali bisogni educativi emergono durante i colloqui tra infermieri e pazienti per analizzare le diverse percezioni di “bisogno” che rappresentano le priorità riferite dal paziente rispetto a quelle identificate dai professionisti della salute. Metodi: analisi testuale di colloqui educativi. I dati sono stati estratti in una griglia di estrazione contenente le informazioni significative per l’analisi (età, stato clinico, conoscenza della/e patologia/e, sfera emotiva, bisogni educativi identificati dal paziente, bisogni educativi identificati dal professionista, bisogni educativi identificati da paziente e professionista, motivazione, aspetti relazionali, stile di vita, barriere all’apprendimento, note qualitative/osservazioni). Risultati: i dati sono stati estrapolati da 25 colloqui; dall’analisi emerge che i bisogni prioritari spesso divergono tra paziente e infermiere, ma convergono sull’aderenza terapeutica e sulla reintegrazione di abitudini funzionali (es. attività fisica). L’analisi mostra come le caratteristiche individuali modulino la percezione delle difficoltà e l’efficacia delle strategie educative, facendo emergere quali aspetti migliorano la qualità di vita e l’integrazione della malattia che i professionisti non possono conoscere in quanto informazioni provenienti dal vissuto del paziente. Conclusioni: questo lavoro vuole evidenziare come l’educazione centrata sul paziente aumenti l’autonomia decisionale e l’autogestione della salute. Ciò dimostra l’importanza e la funzionalità di progettare percorsi educativi personalizzati e per la pratica infermieristica.
I bisogni educativi e i fattori influenzanti: analisi testuale di colloqui di educazione terapeutica tra infermieri e pazienti
RIGONI, ALESSIA
2024/2025
Abstract
ABSTRACT Background: nel contesto di cura l’aspetto assistenziale al giorno d’oggi non riguarda più soltanto la somministrazione di terapie e l’applicazione di protocolli, ma comprende anche la promozione di un rapporto relazionale centrato sul paziente, basato su partecipazione, empatia e dialogo. In tale prospettiva, l’educazione del paziente e l’ascolto attivo dei suoi bisogni emergono come elementi cardine per garantire non solo l’efficacia clinica, ma anche il rispetto della dignità, dell’autonomia e del benessere complessivo della persona. Obiettivo: descrivere quali bisogni educativi emergono durante i colloqui tra infermieri e pazienti per analizzare le diverse percezioni di “bisogno” che rappresentano le priorità riferite dal paziente rispetto a quelle identificate dai professionisti della salute. Metodi: analisi testuale di colloqui educativi. I dati sono stati estratti in una griglia di estrazione contenente le informazioni significative per l’analisi (età, stato clinico, conoscenza della/e patologia/e, sfera emotiva, bisogni educativi identificati dal paziente, bisogni educativi identificati dal professionista, bisogni educativi identificati da paziente e professionista, motivazione, aspetti relazionali, stile di vita, barriere all’apprendimento, note qualitative/osservazioni). Risultati: i dati sono stati estrapolati da 25 colloqui; dall’analisi emerge che i bisogni prioritari spesso divergono tra paziente e infermiere, ma convergono sull’aderenza terapeutica e sulla reintegrazione di abitudini funzionali (es. attività fisica). L’analisi mostra come le caratteristiche individuali modulino la percezione delle difficoltà e l’efficacia delle strategie educative, facendo emergere quali aspetti migliorano la qualità di vita e l’integrazione della malattia che i professionisti non possono conoscere in quanto informazioni provenienti dal vissuto del paziente. Conclusioni: questo lavoro vuole evidenziare come l’educazione centrata sul paziente aumenti l’autonomia decisionale e l’autogestione della salute. Ciò dimostra l’importanza e la funzionalità di progettare percorsi educativi personalizzati e per la pratica infermieristica.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/99813