Il presente lavoro di tesi, di carattere teorico critico, si apre sottolineando l’urgenza di educare a pensare criticamente nel primo ciclo di istruzione. La scuola, infatti, opera in un contesto sociale caratterizzato da una costante circolazione di informazioni, spesso provenienti dai social media, non sempre attendibili e talvolta difficili da riconoscere come false dai più giovani. Da qui nasce la domanda di ricerca: in che modo educare i bambini al pensiero critico? La prima parte si propone di chiarire il significato di “pensiero critico” attraverso l’analisi dei contributi di alcuni filosofi e pedagogisti che hanno offerto prospettive significative in merito: Paulo Freire, con il concetto di coscientizzazione; Edgar Morin, con la riflessione sulla complessità della realtà, Matthew Lipman, con il progetto Philosophy for Children. Da questo percorso emerge una concezione di pensiero critico come disposizione riflessiva e dialogica, attuabile in un clima democratico e tollerante. Pensiero critico e pensiero democratico risultano intrecciati poiché capaci di promuovere insieme l’autonomia e la responsabilità individuale e collettiva, il bene comune. La seconda parte si configura come una possibile risposta alla domanda di ricerca e approfondisce i principi pedagogici dell’educazione libertaria, ritenuti funzionali allo sviluppo di pensiero critico e democratico. Autogoverno, educazione incidentale e pratiche di gestione comunitaria democratica vengono indagate come strategie in grado di favorire partecipazione attiva, confronto, dialogo e ascolto all’interno della collettività scolastica. In conclusione, l’indagine suggerisce che l’educazione libertaria rappresenti un autentico percorso democratico in cui libertà, autonomia e responsabilità si intrecciano, sostenendo lo sviluppo del pensiero critico, strumento indispensabile per orientarsi consapevolmente in un’epoca ricca di opinioni e informazioni.
Educazione libertaria: una possibile risposta all'urgenza del pensiero democratico?
PIAZZETTA, CHIARA
2024/2025
Abstract
Il presente lavoro di tesi, di carattere teorico critico, si apre sottolineando l’urgenza di educare a pensare criticamente nel primo ciclo di istruzione. La scuola, infatti, opera in un contesto sociale caratterizzato da una costante circolazione di informazioni, spesso provenienti dai social media, non sempre attendibili e talvolta difficili da riconoscere come false dai più giovani. Da qui nasce la domanda di ricerca: in che modo educare i bambini al pensiero critico? La prima parte si propone di chiarire il significato di “pensiero critico” attraverso l’analisi dei contributi di alcuni filosofi e pedagogisti che hanno offerto prospettive significative in merito: Paulo Freire, con il concetto di coscientizzazione; Edgar Morin, con la riflessione sulla complessità della realtà, Matthew Lipman, con il progetto Philosophy for Children. Da questo percorso emerge una concezione di pensiero critico come disposizione riflessiva e dialogica, attuabile in un clima democratico e tollerante. Pensiero critico e pensiero democratico risultano intrecciati poiché capaci di promuovere insieme l’autonomia e la responsabilità individuale e collettiva, il bene comune. La seconda parte si configura come una possibile risposta alla domanda di ricerca e approfondisce i principi pedagogici dell’educazione libertaria, ritenuti funzionali allo sviluppo di pensiero critico e democratico. Autogoverno, educazione incidentale e pratiche di gestione comunitaria democratica vengono indagate come strategie in grado di favorire partecipazione attiva, confronto, dialogo e ascolto all’interno della collettività scolastica. In conclusione, l’indagine suggerisce che l’educazione libertaria rappresenti un autentico percorso democratico in cui libertà, autonomia e responsabilità si intrecciano, sostenendo lo sviluppo del pensiero critico, strumento indispensabile per orientarsi consapevolmente in un’epoca ricca di opinioni e informazioni.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/99880