Outdoor education refers to an alternative way of teaching and learning in which nature becomes the privileged educational environment. The pedagogical principles at the core of this approach ensure that the teaching-learning process is based on active inquiry, tangible exploration and experimentation, and critical observation of the real world. The close interconnection with the local environment, fostered by deep contact and continuous interaction with the outdoors, promotes in learners a detailed understanding of their living environment and its key components, as well as the ability to navigate it competently. Similarly, mapmaking represents a way of understanding the territory through its representation on paper. The act of mapping is innate to human beings: throughout history, from the Paleolithic era to the present day, humans have used maps to comprehend, give meaning to, and organize perceived space. In order for humans to determine spatial relationships between individuals and objects, between objects themselves, and to identify and distinguish the orientation of visual stimuli, specific visualspatial competences are required. Therefore, these competences represent fundamental abilities for interacting with the surrounding environment, inhabiting the world with awareness, and navigating within it. The empirical research presented here aims to assess whether a teaching approach based on Outdoor education and focused on mapmaking can enhance visual-spatial competences in fourth grade primary school children. The group participated in activities aimed at gaining knowledge of the local area, developing orientation skills within it, and creating representations of the places visited. These activities took place primarily outdoors, within the students’ everyday living context. In order to assess students’ entry and exit competencies and evaluate the effectiveness of the program, two tests were administered: one before the start of the sessions and one at their conclusion. Specifically, subtests 2, 4, 5, and 8 of the Developmental Test of Visual Perception (TVP) and the Spatial Reasoning Instrument (SRI), excluding items 21, 24, and 30, were used. Alongside these tools, the children also produced various maps, both on two-dimensional surfaces and in the form of models, using natural materials (branches, leaves, stones, etc.) to recreate their neighborhood. The results indicate that the proposed educational path had a positive effect on the children's visual-spatial competences.

L’Outdoor education rimanda ad una modalità alternativa di fare scuola in cui la natura diviene l’ambiente educativo privilegiato. I principi pedagogici alla base dell’approccio fanno sì che il processo di insegnamento e apprendimento si fondi su pratiche di ricerca attiva, di esplorazione e sperimentazione concreta, e di osservazione critica del reale. La stretta interconnessione con il territorio, generata dal contatto profondo e dal rapporto continuativo con l’esterno, favorisce nel discente una comprensione dettagliata del proprio ambiente di vita e dei suoi aspetti costitutivi, oltre alla capacità di muoversi, con competenza, in esso. Allo stesso modo il mapamking rimanda ad una modalità di conoscenza del territorio tramite la sua riproduzione su carta. L’attività di mappatura è innata nell’essere umano: durante la sua storia, dal Paleolitico fino ad oggi, l’uomo si è servito delle mappe per comprendere, attribuire significato e organizzare lo spazio percepito. Affinché l’essere umano sia in grado di determinare i rapporti spaziali che intercorrono tra un individuo e gli oggetti, tra gli oggetti stessi, e di identificare e distinguere l’orientamento degli stimoli visivi, sono necessarie specifiche competenze visuo-spaziali. Esse, quindi, costituiscono abilità fondamentali per riuscire ad interagire con l’ambiente circostante, abitare il mondo con consapevolezza e muoversi in esso. La ricerca empirica presentata è finalizzata a verificare se una proposta didattica basata sulla pratica dell’Outdoor education ed incentrata sul mapmaking sappia incrementare le competenze visuospaziali in bambini di una classe quarta primaria. Il gruppo è stato coinvolto in attività di conoscenza del territorio, orientamento in esso e riproduzione dei luoghi visitati. Esse si sono svolte prevalentemente all’aria aperta, nel contesto di vita quotidiano degli alunni. Al fine di rilevare le competenze in entrata e quelle in uscita degli alunni e valutare l’efficacia del percorso, sono stati proposti due test, condotti rispettivamente prima dell’inizio degli incontri e al termine degli stessi. Nello specifico, sono stati somministrati il subtest n. 2,4,5 e 8 del Developmental Test of Visual Perception (TPV) e lo Spatial Reasoning Instrument (SRI), ad eccezione dell’item 21, 24 e 30. A fianco di tali strumenti, i bambini hanno prodotto svariate mappe, sia su supporto bidimensionale che sottoforma di plastico, servendosi di materiali naturali (rami, foglie, sassi, ecc), con cui riprodurre il loro quartiere. I risultati indicano che il percorso proposto ha avuto effetti positivi sulle competenze visuo-spaziali dei bambini.

Outdoor education e mapmaking: un connubio per sviluppare le competenze visuo-spaziali in bambini di scuola primaria

SPIGAROLO, LAURA
2024/2025

Abstract

Outdoor education refers to an alternative way of teaching and learning in which nature becomes the privileged educational environment. The pedagogical principles at the core of this approach ensure that the teaching-learning process is based on active inquiry, tangible exploration and experimentation, and critical observation of the real world. The close interconnection with the local environment, fostered by deep contact and continuous interaction with the outdoors, promotes in learners a detailed understanding of their living environment and its key components, as well as the ability to navigate it competently. Similarly, mapmaking represents a way of understanding the territory through its representation on paper. The act of mapping is innate to human beings: throughout history, from the Paleolithic era to the present day, humans have used maps to comprehend, give meaning to, and organize perceived space. In order for humans to determine spatial relationships between individuals and objects, between objects themselves, and to identify and distinguish the orientation of visual stimuli, specific visualspatial competences are required. Therefore, these competences represent fundamental abilities for interacting with the surrounding environment, inhabiting the world with awareness, and navigating within it. The empirical research presented here aims to assess whether a teaching approach based on Outdoor education and focused on mapmaking can enhance visual-spatial competences in fourth grade primary school children. The group participated in activities aimed at gaining knowledge of the local area, developing orientation skills within it, and creating representations of the places visited. These activities took place primarily outdoors, within the students’ everyday living context. In order to assess students’ entry and exit competencies and evaluate the effectiveness of the program, two tests were administered: one before the start of the sessions and one at their conclusion. Specifically, subtests 2, 4, 5, and 8 of the Developmental Test of Visual Perception (TVP) and the Spatial Reasoning Instrument (SRI), excluding items 21, 24, and 30, were used. Alongside these tools, the children also produced various maps, both on two-dimensional surfaces and in the form of models, using natural materials (branches, leaves, stones, etc.) to recreate their neighborhood. The results indicate that the proposed educational path had a positive effect on the children's visual-spatial competences.
2024
Outdoor education and mapmaking: a union to develop visual-spatial competences in primary school children
L’Outdoor education rimanda ad una modalità alternativa di fare scuola in cui la natura diviene l’ambiente educativo privilegiato. I principi pedagogici alla base dell’approccio fanno sì che il processo di insegnamento e apprendimento si fondi su pratiche di ricerca attiva, di esplorazione e sperimentazione concreta, e di osservazione critica del reale. La stretta interconnessione con il territorio, generata dal contatto profondo e dal rapporto continuativo con l’esterno, favorisce nel discente una comprensione dettagliata del proprio ambiente di vita e dei suoi aspetti costitutivi, oltre alla capacità di muoversi, con competenza, in esso. Allo stesso modo il mapamking rimanda ad una modalità di conoscenza del territorio tramite la sua riproduzione su carta. L’attività di mappatura è innata nell’essere umano: durante la sua storia, dal Paleolitico fino ad oggi, l’uomo si è servito delle mappe per comprendere, attribuire significato e organizzare lo spazio percepito. Affinché l’essere umano sia in grado di determinare i rapporti spaziali che intercorrono tra un individuo e gli oggetti, tra gli oggetti stessi, e di identificare e distinguere l’orientamento degli stimoli visivi, sono necessarie specifiche competenze visuo-spaziali. Esse, quindi, costituiscono abilità fondamentali per riuscire ad interagire con l’ambiente circostante, abitare il mondo con consapevolezza e muoversi in esso. La ricerca empirica presentata è finalizzata a verificare se una proposta didattica basata sulla pratica dell’Outdoor education ed incentrata sul mapmaking sappia incrementare le competenze visuospaziali in bambini di una classe quarta primaria. Il gruppo è stato coinvolto in attività di conoscenza del territorio, orientamento in esso e riproduzione dei luoghi visitati. Esse si sono svolte prevalentemente all’aria aperta, nel contesto di vita quotidiano degli alunni. Al fine di rilevare le competenze in entrata e quelle in uscita degli alunni e valutare l’efficacia del percorso, sono stati proposti due test, condotti rispettivamente prima dell’inizio degli incontri e al termine degli stessi. Nello specifico, sono stati somministrati il subtest n. 2,4,5 e 8 del Developmental Test of Visual Perception (TPV) e lo Spatial Reasoning Instrument (SRI), ad eccezione dell’item 21, 24 e 30. A fianco di tali strumenti, i bambini hanno prodotto svariate mappe, sia su supporto bidimensionale che sottoforma di plastico, servendosi di materiali naturali (rami, foglie, sassi, ecc), con cui riprodurre il loro quartiere. I risultati indicano che il percorso proposto ha avuto effetti positivi sulle competenze visuo-spaziali dei bambini.
Outdoor education
mapmaking
competenze visuali
competenze spaziali
scuola primaria
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/99893