Fin dai primi mesi di vita, gli infanti mostrano una precoce sensibilità agli stimoli sociali e comunicativi presenti nell’ambiente. La Natural Pedagogy Theory (Csibra & Gergely, 2009) propone che gli esseri umani siano biologicamente predisposti a riconoscere specifici segnali ostensivo-referenziali che indicano l’intenzionalità comunicativa e permettono al bambino di identificare il destinatario e l’oggetto della comunicazione. La letteratura, inoltre, ha mostrato come la relazione mamma-bambino sia privilegiata: il neonato infatti manifesta una precoce preferenza per gli stimoli provenienti dalla madre. Il presente studio aveva l’obiettivo di indagare, a livello comportamentale e neurale, se bambini di 5–6 mesi fossero in grado di comprendere quando erano il target di una comunicazione ostensivo-referenziale durante un’interazione live, e se sviluppassero un’aspettativa nei confronti delle informazioni che seguivano tale comunicazione. Inoltre, è stato esaminato se tali risposte variassero in funzione della persona che conduceva l’interazione (madre o sperimentatore). I risultati comportamentali indicano che gli infanti guardano più a lungo l’interazione quando sono il target della comunicazione, suggerendo la capacità di discriminare il destinatario. È inoltre emersa una maggiore attenzione quando l’interazione era condotta dalla madre, evidenziando una preferenza per la comunicazione materna. Non sono invece emerse differenze significative nell’osservazione dell’oggetto presentato nella fase referenziale. I dati neurali non sono risultati sufficienti per trarre conclusioni generalizzabili.
Comunicazione ostensivo-referenziale: uno studio pilota con infants durante un'interazione live
SERAFINI, FRANCESCA
2024/2025
Abstract
Fin dai primi mesi di vita, gli infanti mostrano una precoce sensibilità agli stimoli sociali e comunicativi presenti nell’ambiente. La Natural Pedagogy Theory (Csibra & Gergely, 2009) propone che gli esseri umani siano biologicamente predisposti a riconoscere specifici segnali ostensivo-referenziali che indicano l’intenzionalità comunicativa e permettono al bambino di identificare il destinatario e l’oggetto della comunicazione. La letteratura, inoltre, ha mostrato come la relazione mamma-bambino sia privilegiata: il neonato infatti manifesta una precoce preferenza per gli stimoli provenienti dalla madre. Il presente studio aveva l’obiettivo di indagare, a livello comportamentale e neurale, se bambini di 5–6 mesi fossero in grado di comprendere quando erano il target di una comunicazione ostensivo-referenziale durante un’interazione live, e se sviluppassero un’aspettativa nei confronti delle informazioni che seguivano tale comunicazione. Inoltre, è stato esaminato se tali risposte variassero in funzione della persona che conduceva l’interazione (madre o sperimentatore). I risultati comportamentali indicano che gli infanti guardano più a lungo l’interazione quando sono il target della comunicazione, suggerendo la capacità di discriminare il destinatario. È inoltre emersa una maggiore attenzione quando l’interazione era condotta dalla madre, evidenziando una preferenza per la comunicazione materna. Non sono invece emerse differenze significative nell’osservazione dell’oggetto presentato nella fase referenziale. I dati neurali non sono risultati sufficienti per trarre conclusioni generalizzabili.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100325