In a society driven by efficiency, speed, and performance, this thesis presents slowness as an educational approach capable of revitalizing learning and care settings, especially those involving fragility and disability. The work is structured in three chapters. The first examines the drawbacks of a culture obsessed with acceleration, highlighting its psychological, social, and educational impacts. Drawing on various authors, it shows how slowness acts as a form of epistemological resistance, restoring meaning and intentionality to educational practices. The second chapter explores the pedagogical value of slowness and presence, understood as deliberate attitudes based on care and meaningful encounters. In this perspective, slowness emerges as an inclusive and transformative practice that creates genuinely accessible educational environments, where relational time becomes a space for growth, belonging, and recognition. Finally, the third chapter presents the experience of the social cooperative "Piano Infinito", which supports adults with disabilities and fosters inclusion, well-being, and community. Here, slowness is an organizational choice that honors individual rhythms and nurtures a sense of community. Observations of daily practices reveal how slowness offers a real opportunity for transformation in educational and care contexts. Overall, this thesis invites a reconsideration of dominant educational paradigms, proposing slowness as an ethical and professional commitment that restores the central role of relationships and the dignity of human time.

In una società centrata sulla logica dell’efficienza, della velocità e della prestazione, la tesi da me proposta colloca la lentezza come risposta educativa capace di rigenerare i contesti formativi e di cura, in particolare legati alla fragilità e alla disabilità. Questo lavoro si articola in tre capitoli: nel primo, si analizzano i limiti della cultura dell’accelerazione, mettendo in luce le sue ricadute sui fronti psicologici, sociali e pedagogici. Attraverso il contributo di vari autori, viene mostrato come la lentezza rappresenti una forma di resistenza epistemologica, capace di restituire senso e progettualità all’agire educativo. Il secondo capitolo esplora il valore pedagogico della lentezza e della presenza, intese come posture intenzionali fondate sulla cura e sull’incontro. In questa prospettiva, la lentezza si rivela una pratica inclusiva e trasformativa, capace di generare ambienti educativi realmente accessibili, dove il tempo relazionale diventa spazio di crescita, appartenenza e riconoscimento. Infine, il terzo capitolo presenta l’esperienza della Cooperativa sociale “Piano Infinito”, realtà che si prende cura di adulti con disabilità e promuove inclusione, benessere e appartenenza. Qui la lentezza è una scelta organizzativa che valorizza i tempi della persona e il senso di comunità. L’osservazione delle pratiche quotidiane mostra come la lentezza sia una concreta possibilità di trasformazione nei contesti educativi e di cura. Nel suo insieme, la tesi invita a ripensare i paradigmi dominanti dell’educazione, proponendo la lentezza come scelta etica e professionale, capace di restituire centralità alla relazione e dignità al tempo umano.

Rallentare per ascoltare: il valore della lentezza nella relazione educativa

GAMBARETTO, ELISA
2024/2025

Abstract

In a society driven by efficiency, speed, and performance, this thesis presents slowness as an educational approach capable of revitalizing learning and care settings, especially those involving fragility and disability. The work is structured in three chapters. The first examines the drawbacks of a culture obsessed with acceleration, highlighting its psychological, social, and educational impacts. Drawing on various authors, it shows how slowness acts as a form of epistemological resistance, restoring meaning and intentionality to educational practices. The second chapter explores the pedagogical value of slowness and presence, understood as deliberate attitudes based on care and meaningful encounters. In this perspective, slowness emerges as an inclusive and transformative practice that creates genuinely accessible educational environments, where relational time becomes a space for growth, belonging, and recognition. Finally, the third chapter presents the experience of the social cooperative "Piano Infinito", which supports adults with disabilities and fosters inclusion, well-being, and community. Here, slowness is an organizational choice that honors individual rhythms and nurtures a sense of community. Observations of daily practices reveal how slowness offers a real opportunity for transformation in educational and care contexts. Overall, this thesis invites a reconsideration of dominant educational paradigms, proposing slowness as an ethical and professional commitment that restores the central role of relationships and the dignity of human time.
2024
Educating through slowness: The role of listening and presence in educational relationships
In una società centrata sulla logica dell’efficienza, della velocità e della prestazione, la tesi da me proposta colloca la lentezza come risposta educativa capace di rigenerare i contesti formativi e di cura, in particolare legati alla fragilità e alla disabilità. Questo lavoro si articola in tre capitoli: nel primo, si analizzano i limiti della cultura dell’accelerazione, mettendo in luce le sue ricadute sui fronti psicologici, sociali e pedagogici. Attraverso il contributo di vari autori, viene mostrato come la lentezza rappresenti una forma di resistenza epistemologica, capace di restituire senso e progettualità all’agire educativo. Il secondo capitolo esplora il valore pedagogico della lentezza e della presenza, intese come posture intenzionali fondate sulla cura e sull’incontro. In questa prospettiva, la lentezza si rivela una pratica inclusiva e trasformativa, capace di generare ambienti educativi realmente accessibili, dove il tempo relazionale diventa spazio di crescita, appartenenza e riconoscimento. Infine, il terzo capitolo presenta l’esperienza della Cooperativa sociale “Piano Infinito”, realtà che si prende cura di adulti con disabilità e promuove inclusione, benessere e appartenenza. Qui la lentezza è una scelta organizzativa che valorizza i tempi della persona e il senso di comunità. L’osservazione delle pratiche quotidiane mostra come la lentezza sia una concreta possibilità di trasformazione nei contesti educativi e di cura. Nel suo insieme, la tesi invita a ripensare i paradigmi dominanti dell’educazione, proponendo la lentezza come scelta etica e professionale, capace di restituire centralità alla relazione e dignità al tempo umano.
Pedagogia
Lentezza in Pedagogi
Presenza educativa
Percezione del tempo
Inclusione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/100430