L’invecchiamento della popolazione riguarda tutti paesi del mondo, anche quelli che sperimentano un decremento nel numero di abitanti ed è caratterizzato da cambiamenti neurofisiologici e neuroanatomici del cervello, dovuti al declino cognitivo normale o patologico. Ad oggi, nel mondo, oltre 55 milioni di persone vivono con la demenza e si stima che questo numero aumenterà fino a 139 milioni nel 2050. Questo ha una forte ricaduta sui piani economico, politico e sociale di tutti i paesi. Per questo motivo la comunità scientifica si impegna da tempo nel cercare una risposta adeguata a questa problematica: la prevenzione, l’attenuazione o il ritardo del decadimento neurocognitivo si configurano come il percorso più importante e praticabile a difesa della qualità della vita dell’anziano e a difesa dell’impegno dell’intera società coinvolta nella gestione di tutte le problematiche connesse con l’età avanzata. La riserva cognitiva rappresenta la capacità di bilanciare il decadimento cognitivo o comunque un danno cerebrale, riducendone il deficit prodotto. Tra i vari fattori che sembrano potenziare la riserva cognitiva il più importante appare il bilinguismo per tutta la vita, ossia la pratica di due lingue come fenomeno continuo che si configura come un costante allenamento del controllo attenzionale con ricadute sul piano strutturale e funzionale del cervello.
RELAZIONE TRA BILINGUISMO E RISERVA COGNITIVA
CARNIEL, NICOLETTA
2024/2025
Abstract
L’invecchiamento della popolazione riguarda tutti paesi del mondo, anche quelli che sperimentano un decremento nel numero di abitanti ed è caratterizzato da cambiamenti neurofisiologici e neuroanatomici del cervello, dovuti al declino cognitivo normale o patologico. Ad oggi, nel mondo, oltre 55 milioni di persone vivono con la demenza e si stima che questo numero aumenterà fino a 139 milioni nel 2050. Questo ha una forte ricaduta sui piani economico, politico e sociale di tutti i paesi. Per questo motivo la comunità scientifica si impegna da tempo nel cercare una risposta adeguata a questa problematica: la prevenzione, l’attenuazione o il ritardo del decadimento neurocognitivo si configurano come il percorso più importante e praticabile a difesa della qualità della vita dell’anziano e a difesa dell’impegno dell’intera società coinvolta nella gestione di tutte le problematiche connesse con l’età avanzata. La riserva cognitiva rappresenta la capacità di bilanciare il decadimento cognitivo o comunque un danno cerebrale, riducendone il deficit prodotto. Tra i vari fattori che sembrano potenziare la riserva cognitiva il più importante appare il bilinguismo per tutta la vita, ossia la pratica di due lingue come fenomeno continuo che si configura come un costante allenamento del controllo attenzionale con ricadute sul piano strutturale e funzionale del cervello.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/101719