La tesi analizza l’impatto del processo di shared decision making nella scelta del piano terapeutico per il trattamento del cancro alla mammella, una delle neoplasie più diffuse al mondo. L’elaborato si propone di approfondire il ruolo del processo decisionale condiviso e degli strumenti di supporto decisionale in un ambito complicato ed emotivamente carico come quello oncologico, dove possono esservi più alternative di trattamento valide. L’obiettivo finale è quello di analizzare le possibili conseguenze, positive o negative, della partecipazione attiva tra le pazienti con diagnosi di cancro alla mammella. A tal fine, è stata condotta una revisione integrativa della letteratura, prendendo in considerazione diversi articoli pubblicati tra il 1990 e il 2025. Sono stati inclusi studi che analizzano il processo decisionale, l’utilizzo di strumenti di supporto in pazienti con carcinoma mammario e che ne considerano i possibili esiti. Sono stati esclusi articoli non pertinenti, come quelli sullo screening del tumore alla mammella. Le evidenze suggeriscono che la partecipazione attiva al processo decisionale, supportata da strumenti di supporto, può essere particolarmente rilevante nel trattamento del cancro alla mammella. Lo shared decision making, diversamente dall’approccio paternalistico, consente alle pazienti di ricevere informazioni sulle opzioni terapeutiche basate su evidenze scientifiche, ponendo particolare attenzione a fattori individuali, allo scopo di giungere a una decisione e alla definizione di un piano terapeutico in linea con i valori e le preferenze individuali delle pazienti. Infatti, la partecipazione attiva al processo decisionale conduce a migliori esiti in termini di conoscenza, soddisfazione, conflitto decisionale, rimpianto, benessere psicologico, empowerment, aderenza al trattamento e qualità della vita per le pazienti. In conclusione, l’adozione del processo decisionale condiviso nella definizione del percorso terapeutico delle donne con cancro alla mammella può migliorare l’esperienza di cura, promuovendo decisioni più consapevoli e allineate ai valori delle pazienti. Nonostante i benefici documentati, l’implementazione dello shared decision making richiede particolare attenzione: i professionisti sanitari devono essere adeguatamente formati e competenti, poiché un utilizzo non appropriato di questo approccio potrebbe generare effetti controproducenti.
Dalla diagnosi alla scelta del piano terapeutico: il ruolo dello shared decision making nel trattamento del cancro alla mammella
FURLAN, REBECCA
2024/2025
Abstract
La tesi analizza l’impatto del processo di shared decision making nella scelta del piano terapeutico per il trattamento del cancro alla mammella, una delle neoplasie più diffuse al mondo. L’elaborato si propone di approfondire il ruolo del processo decisionale condiviso e degli strumenti di supporto decisionale in un ambito complicato ed emotivamente carico come quello oncologico, dove possono esservi più alternative di trattamento valide. L’obiettivo finale è quello di analizzare le possibili conseguenze, positive o negative, della partecipazione attiva tra le pazienti con diagnosi di cancro alla mammella. A tal fine, è stata condotta una revisione integrativa della letteratura, prendendo in considerazione diversi articoli pubblicati tra il 1990 e il 2025. Sono stati inclusi studi che analizzano il processo decisionale, l’utilizzo di strumenti di supporto in pazienti con carcinoma mammario e che ne considerano i possibili esiti. Sono stati esclusi articoli non pertinenti, come quelli sullo screening del tumore alla mammella. Le evidenze suggeriscono che la partecipazione attiva al processo decisionale, supportata da strumenti di supporto, può essere particolarmente rilevante nel trattamento del cancro alla mammella. Lo shared decision making, diversamente dall’approccio paternalistico, consente alle pazienti di ricevere informazioni sulle opzioni terapeutiche basate su evidenze scientifiche, ponendo particolare attenzione a fattori individuali, allo scopo di giungere a una decisione e alla definizione di un piano terapeutico in linea con i valori e le preferenze individuali delle pazienti. Infatti, la partecipazione attiva al processo decisionale conduce a migliori esiti in termini di conoscenza, soddisfazione, conflitto decisionale, rimpianto, benessere psicologico, empowerment, aderenza al trattamento e qualità della vita per le pazienti. In conclusione, l’adozione del processo decisionale condiviso nella definizione del percorso terapeutico delle donne con cancro alla mammella può migliorare l’esperienza di cura, promuovendo decisioni più consapevoli e allineate ai valori delle pazienti. Nonostante i benefici documentati, l’implementazione dello shared decision making richiede particolare attenzione: i professionisti sanitari devono essere adeguatamente formati e competenti, poiché un utilizzo non appropriato di questo approccio potrebbe generare effetti controproducenti.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/101728