Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano uno dei pilastri fondamentali per la transizione energetica, introducendo un modello di generazione distribuita che premia l'autoconsumo diffuso, ovvero la condivisione di energia elettrica prodotta localmente, in questo caso da fonti rinnovabili, tra più soggetti sottesi alla stessa cabina primaria che la consumano contemporaneamente, utilizzando la rete elettrica pubblica come infrastruttura di interscambio. Il presente elaborato si propone di definire una strategia per il dimensionamento ottimale degli impianti fotovoltaici, andando oltre il tradizionale approccio basato esclusivamente sulla massima producibilità energetica annua e, quindi, il fine del puro rendimento. L'analisi si concentra sulla complessa interazione tra le curve di generazione solare, intrinsecamente intermittenti poiché dipendenti dal meteo, e i profili di carico aggregati (complessivi) dei membri della comunità. Attraverso la simulazione di diversi scenari operativi, si indaga come la mancata sincronizzazione tra produzione e prelievo possa limitare i benefici economici previsti dal quadro normativo. Lo studio dimostra che l'ottimizzazione non risiede nel mero sovradimensionamento dell'impianto, bensì nella ricerca di un preciso bilanciamento che massimizzi l'energia condivisa e, di conseguenza, l'incentivo erogato dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), ben più remunerativo della semplice vendita dell'energia in rete. I risultati ottenuti, valutati anche in termini di Valore Attuale Netto (VAN) e tempi di ritorno dell'investimento, forniscono linee guida progettuali pratiche per massimizzare la redditività della CER.
Dimensionamento ottimale di impianti fotovoltaici in ambito CER: bilanciamento tra profili di carico e massimizzazione dell'incentivo
MANTOVAN, FLAVIO
2025/2026
Abstract
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano uno dei pilastri fondamentali per la transizione energetica, introducendo un modello di generazione distribuita che premia l'autoconsumo diffuso, ovvero la condivisione di energia elettrica prodotta localmente, in questo caso da fonti rinnovabili, tra più soggetti sottesi alla stessa cabina primaria che la consumano contemporaneamente, utilizzando la rete elettrica pubblica come infrastruttura di interscambio. Il presente elaborato si propone di definire una strategia per il dimensionamento ottimale degli impianti fotovoltaici, andando oltre il tradizionale approccio basato esclusivamente sulla massima producibilità energetica annua e, quindi, il fine del puro rendimento. L'analisi si concentra sulla complessa interazione tra le curve di generazione solare, intrinsecamente intermittenti poiché dipendenti dal meteo, e i profili di carico aggregati (complessivi) dei membri della comunità. Attraverso la simulazione di diversi scenari operativi, si indaga come la mancata sincronizzazione tra produzione e prelievo possa limitare i benefici economici previsti dal quadro normativo. Lo studio dimostra che l'ottimizzazione non risiede nel mero sovradimensionamento dell'impianto, bensì nella ricerca di un preciso bilanciamento che massimizzi l'energia condivisa e, di conseguenza, l'incentivo erogato dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), ben più remunerativo della semplice vendita dell'energia in rete. I risultati ottenuti, valutati anche in termini di Valore Attuale Netto (VAN) e tempi di ritorno dell'investimento, forniscono linee guida progettuali pratiche per massimizzare la redditività della CER.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Mantovan_Flavio.pdf
accesso aperto
Dimensione
1.34 MB
Formato
Adobe PDF
|
1.34 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/104936