Questa tesi analizza il sistema delle caste in India come una struttura psichica profonda che incide direttamente sulla salute mentale di circa 201 milioni di persone, ovvero il 17% della popolazione nazionale: i "Senza casta". L'obiettivo del lavoro è indagare come una discriminazione strutturale e millenaria venga interiorizzata dai soggetti marginalizzati, trasformandosi in una sofferenza psicologica che si manifesta attraverso stress cronico, senso di umiliazione e una frammentazione dell'identità. Essendo l'argomento di complessa natura, sarà utile trattarlo con più approcci, da quello dinamico al sociale e talvolta clinico, senza mai omettere l'importanza di fondo della cultura e la religione che crea le fondamenta dalle quali è sorta una delle organizzazioni sociali più intricate e vaste al mondo. L'indagine sfrutta il contesto dell'università, analizzata come un microcosmo in cui si riproducono i rapporti di potere e le barriere all'inclusione della società indiana. In questo ambito viene esaminata criticamente la tendenza delle istituzioni a medicalizzare il disagio degli studenti Dalit: interpretare la loro sofferenza attraverso una lente puramente clinica e individuale permette spesso di ignorare le radici sociali e le discriminazioni sistemiche che possono portare a esiti drammatici, come il suicidio. Il lavoro delinea la pervasività del sistema di casta toccando temi quali la violenza di genere, utilizzata come strumento di controllo sociale, e le strategie di adattamento (positive e negative come vedremo nel caso del "Dalit Closet") messe in atto dai "senza casta". Infine, la tesi esplora i percorsi di resilienza collettiva e riscatto identitario, osservando come la costruzione di una comunità e l'espressione culturale rappresentino fondamentali strategie di coping capaci di trasformare lo stigma in orgoglio e offrire nuove prospettive di autodeterminazione.
Essere fuori casta in India: identità e costruzione del Sé nei giovani Dalit
MASTROROCCO, ENRICO
2025/2026
Abstract
Questa tesi analizza il sistema delle caste in India come una struttura psichica profonda che incide direttamente sulla salute mentale di circa 201 milioni di persone, ovvero il 17% della popolazione nazionale: i "Senza casta". L'obiettivo del lavoro è indagare come una discriminazione strutturale e millenaria venga interiorizzata dai soggetti marginalizzati, trasformandosi in una sofferenza psicologica che si manifesta attraverso stress cronico, senso di umiliazione e una frammentazione dell'identità. Essendo l'argomento di complessa natura, sarà utile trattarlo con più approcci, da quello dinamico al sociale e talvolta clinico, senza mai omettere l'importanza di fondo della cultura e la religione che crea le fondamenta dalle quali è sorta una delle organizzazioni sociali più intricate e vaste al mondo. L'indagine sfrutta il contesto dell'università, analizzata come un microcosmo in cui si riproducono i rapporti di potere e le barriere all'inclusione della società indiana. In questo ambito viene esaminata criticamente la tendenza delle istituzioni a medicalizzare il disagio degli studenti Dalit: interpretare la loro sofferenza attraverso una lente puramente clinica e individuale permette spesso di ignorare le radici sociali e le discriminazioni sistemiche che possono portare a esiti drammatici, come il suicidio. Il lavoro delinea la pervasività del sistema di casta toccando temi quali la violenza di genere, utilizzata come strumento di controllo sociale, e le strategie di adattamento (positive e negative come vedremo nel caso del "Dalit Closet") messe in atto dai "senza casta". Infine, la tesi esplora i percorsi di resilienza collettiva e riscatto identitario, osservando come la costruzione di una comunità e l'espressione culturale rappresentino fondamentali strategie di coping capaci di trasformare lo stigma in orgoglio e offrire nuove prospettive di autodeterminazione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/105101