L'orientamento dell'attenzione può essere attivato da diversi tipi di stimoli, la direzione dello sguardo e le frecce rappresentano due delle forme maggiormente indagate e studiate. Entrambi gli stimoli possono provocare lo spostamento spaziale dell’attenzione anche quando per il compito è irrilevante, ma in quale misura tale orientamento opera automaticamente, rimane oggetto di dibattito. Un criterio chiave per definire l'automaticità di un processo attentivo è la resistenza alla soppressione, ovvero la persistenza di una risposta orientativa anche quando lo stimolo non fornisce alcun vantaggio informativo. Nel presente studio abbiamo condotto due esperimenti oculomotori, misurati con l’utilizzo dell’eye-tracker (a differenza di studi precedenti che utilizzavano le risposte manuali) in cui i distrattori sguardo e freccia erano presentati in due condizioni: una condizione mista, in cui la direzione dello stimolo variava ad ogni trial imprevedibilmente, e una condizione bloccata, dove la direzione dello stimolo rimaneva costante durante tutta la durata del blocco. Inoltre, abbiamo manipolato la validità ecologica degli stimoli sguardo confrontando volti schematici (Esperimento 1) con volti reali (Esperimento 2). In entrambi gli esperimenti, sono emersi effetti simili nell’orientamento dell’attenzione indipendentemente dalla modalità a cui il soggetto è stato sottoposto (mista vs. bloccata). Questi risultati forniscono prove convergenti che, almeno in circostanze specifiche, l’orientamento mediato da sguardi e frecce può condividere una forte natura automatica.
L'orientamento dell'attenzione mediato da volti o frecce: uno studio su possibili congruenze e differenze tra i due stimoli.
ORSINGHER, PIETRO
2025/2026
Abstract
L'orientamento dell'attenzione può essere attivato da diversi tipi di stimoli, la direzione dello sguardo e le frecce rappresentano due delle forme maggiormente indagate e studiate. Entrambi gli stimoli possono provocare lo spostamento spaziale dell’attenzione anche quando per il compito è irrilevante, ma in quale misura tale orientamento opera automaticamente, rimane oggetto di dibattito. Un criterio chiave per definire l'automaticità di un processo attentivo è la resistenza alla soppressione, ovvero la persistenza di una risposta orientativa anche quando lo stimolo non fornisce alcun vantaggio informativo. Nel presente studio abbiamo condotto due esperimenti oculomotori, misurati con l’utilizzo dell’eye-tracker (a differenza di studi precedenti che utilizzavano le risposte manuali) in cui i distrattori sguardo e freccia erano presentati in due condizioni: una condizione mista, in cui la direzione dello stimolo variava ad ogni trial imprevedibilmente, e una condizione bloccata, dove la direzione dello stimolo rimaneva costante durante tutta la durata del blocco. Inoltre, abbiamo manipolato la validità ecologica degli stimoli sguardo confrontando volti schematici (Esperimento 1) con volti reali (Esperimento 2). In entrambi gli esperimenti, sono emersi effetti simili nell’orientamento dell’attenzione indipendentemente dalla modalità a cui il soggetto è stato sottoposto (mista vs. bloccata). Questi risultati forniscono prove convergenti che, almeno in circostanze specifiche, l’orientamento mediato da sguardi e frecce può condividere una forte natura automatica.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/105109