La seguente revisione si propone di esaminare il ruolo che l’adozione svolge come catalizzatore della resilienza evolutiva e della plasticità neurale. Nello specifico si osserva il processo di recupero e di riorganizzazione dei Modelli Operativi Interni (M.O.I.) nei minori con storie di grave deprivazione e/o istituzionalizzazione precoce, il cui sviluppo può esser condizionato dalla presenza di deficit delle funzioni cognitive, di ritardi nella crescita, di alterazioni nella risposta neuroendocrina allo stress e di disturbi della sfera socio-affettiva. Attraverso un’analisi storico-teorica, viene ripresa la natura plastica e dinamica dell’attaccamento teorizzato da Bowlby, il cui studio si orientò sul legame che si stabilisce precocemente tra il minore e coloro che hanno cura di lui durante la sua crescita, i caregivers, facendo emergere come la mancanza di una figura di riferimento stabile sia in grado di alterare profondamente le traiettorie dello sviluppo psichico e fisico dell’individuo. Ciononostante, le evidenze empiriche dimostrano come l’inserimento del minore in un ambiente responsivo sia capace di innescare una riorganizzazione adattiva nei principali domini evolutivi quali il dominio cognitivo, affettivo, fisico e neurobiologico, denominata massive catch-up. Con il fine di analizzare le effettive possibilità di recupero del minore sono stati integrati i dati emersi dagli studi longitudinali del Bucharest Early Intervention Project (B.E.I.P.) e dell’English and Romanian Adoptees (E.R.A.) con quelli emersi dalla ricerca condotta da Merz e Noble, i quali hanno evidenziato quanto il fattore temporale e della durata della deprivazione influenzino lo sviluppo dell’adottato. Inoltre, viene riconosciuta l’importanza dell’utilizzo dell’Adult Attachment Interview (A.A.I.) per l’identificazione della tipologia di attaccamento dell’adottante. Difatti, le ricerche hanno evidenziato come, laddove il collocamento avvenga sotto le cure di un caregiver con attaccamento sicuro, la possibilità per il minore di sviluppare il medesimo attaccamento aumenti notevolmente, ribadendo così l'efficacia di protocolli clinici mirati, come il programma A.B.C., nel consolidamento delle capacità genitoriali di sintonizzazione affettiva e nel monitoraggio delle proprie emozioni, così da aumentare il benessere interno al nucleo adottivo.

La "magia ordinaria" della resilienza: la riorganizzazione dei Modelli Operativi Interni nell'esperienza adottiva.

DINUCCI, GRETA
2025/2026

Abstract

La seguente revisione si propone di esaminare il ruolo che l’adozione svolge come catalizzatore della resilienza evolutiva e della plasticità neurale. Nello specifico si osserva il processo di recupero e di riorganizzazione dei Modelli Operativi Interni (M.O.I.) nei minori con storie di grave deprivazione e/o istituzionalizzazione precoce, il cui sviluppo può esser condizionato dalla presenza di deficit delle funzioni cognitive, di ritardi nella crescita, di alterazioni nella risposta neuroendocrina allo stress e di disturbi della sfera socio-affettiva. Attraverso un’analisi storico-teorica, viene ripresa la natura plastica e dinamica dell’attaccamento teorizzato da Bowlby, il cui studio si orientò sul legame che si stabilisce precocemente tra il minore e coloro che hanno cura di lui durante la sua crescita, i caregivers, facendo emergere come la mancanza di una figura di riferimento stabile sia in grado di alterare profondamente le traiettorie dello sviluppo psichico e fisico dell’individuo. Ciononostante, le evidenze empiriche dimostrano come l’inserimento del minore in un ambiente responsivo sia capace di innescare una riorganizzazione adattiva nei principali domini evolutivi quali il dominio cognitivo, affettivo, fisico e neurobiologico, denominata massive catch-up. Con il fine di analizzare le effettive possibilità di recupero del minore sono stati integrati i dati emersi dagli studi longitudinali del Bucharest Early Intervention Project (B.E.I.P.) e dell’English and Romanian Adoptees (E.R.A.) con quelli emersi dalla ricerca condotta da Merz e Noble, i quali hanno evidenziato quanto il fattore temporale e della durata della deprivazione influenzino lo sviluppo dell’adottato. Inoltre, viene riconosciuta l’importanza dell’utilizzo dell’Adult Attachment Interview (A.A.I.) per l’identificazione della tipologia di attaccamento dell’adottante. Difatti, le ricerche hanno evidenziato come, laddove il collocamento avvenga sotto le cure di un caregiver con attaccamento sicuro, la possibilità per il minore di sviluppare il medesimo attaccamento aumenti notevolmente, ribadendo così l'efficacia di protocolli clinici mirati, come il programma A.B.C., nel consolidamento delle capacità genitoriali di sintonizzazione affettiva e nel monitoraggio delle proprie emozioni, così da aumentare il benessere interno al nucleo adottivo.
2025
The "ordinary magic" of resilience: the reorganization of Internal Working Models in the adoptive experience.
adozione
attaccamento
Modelli Operativi
resilienza
recupero evolutivo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/109513