Le professioni dell’Information Technology (IT) e della cybersecurity sono caratterizzate da richieste lavorative elevate, rapido cambiamento tecnologico e crescente esposizione a rischi psicosociali che possono compromettere il benessere psicologico dei lavoratori. Il presente elaborato si propone di analizzare tali rischi e i loro possibili effetti sui professionisti del settore, confrontandoli con quelli rilevati in altri ambiti occupazionali. Lo studio utilizza i dati della prima rilevazione dell’indagine “Prevenire le problematiche psicologiche legate al lavoro e agli stili di vita nell’era della transizione digitale”, condotta dall’Università degli Studi di Padova nel 2025. Sono stati analizzati i dati di 256 lavoratori appartenenti al settore IT e cybersecurity e confrontati con quelli di 2.459 lavoratori di altri settori. Le variabili considerate hanno riguardato il carico di lavoro, il technostress, il Technology-Assisted Supplemental Work (TASW), il conflitto lavoro-vita privata, il sonno disturbato, il burnout lavorativo e il distress psicologico. I risultati mostrano che i professionisti IT e cybersecurity presentano livelli generalmente simili agli altri lavoratori per quanto riguarda i fattori di rischio tradizionali e gli esiti di benessere psicologico, ma riportano valori più elevati di TASW, techno-overload e techno-invasion. Inoltre, il conflitto lavoro-vita privata e il carico di lavoro emergono come i fattori maggiormente associati a burnout e distress psicologico. I dati suggeriscono la necessità di interventi organizzativi orientati alla prevenzione dei rischi psicosociali, alla gestione del technostress e alla promozione di un migliore equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, al fine di tutelare il benessere dei professionisti e sostenere la resilienza delle organizzazioni.
Benessere psicologico e rischi psicosociali nei professionisti IT e della cybersecurity. Dati empirici e strategie di prevenzione.
DONADI, PALOMA
2025/2026
Abstract
Le professioni dell’Information Technology (IT) e della cybersecurity sono caratterizzate da richieste lavorative elevate, rapido cambiamento tecnologico e crescente esposizione a rischi psicosociali che possono compromettere il benessere psicologico dei lavoratori. Il presente elaborato si propone di analizzare tali rischi e i loro possibili effetti sui professionisti del settore, confrontandoli con quelli rilevati in altri ambiti occupazionali. Lo studio utilizza i dati della prima rilevazione dell’indagine “Prevenire le problematiche psicologiche legate al lavoro e agli stili di vita nell’era della transizione digitale”, condotta dall’Università degli Studi di Padova nel 2025. Sono stati analizzati i dati di 256 lavoratori appartenenti al settore IT e cybersecurity e confrontati con quelli di 2.459 lavoratori di altri settori. Le variabili considerate hanno riguardato il carico di lavoro, il technostress, il Technology-Assisted Supplemental Work (TASW), il conflitto lavoro-vita privata, il sonno disturbato, il burnout lavorativo e il distress psicologico. I risultati mostrano che i professionisti IT e cybersecurity presentano livelli generalmente simili agli altri lavoratori per quanto riguarda i fattori di rischio tradizionali e gli esiti di benessere psicologico, ma riportano valori più elevati di TASW, techno-overload e techno-invasion. Inoltre, il conflitto lavoro-vita privata e il carico di lavoro emergono come i fattori maggiormente associati a burnout e distress psicologico. I dati suggeriscono la necessità di interventi organizzativi orientati alla prevenzione dei rischi psicosociali, alla gestione del technostress e alla promozione di un migliore equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, al fine di tutelare il benessere dei professionisti e sostenere la resilienza delle organizzazioni.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/109703