La tesi affronta il tema della valutazione cognitiva nel paziente post‑ictus, con particolare attenzione agli strumenti di screening utilizzati nella pratica clinica e alle loro principali criticità metodologiche. Dopo una sintesi dei dati epidemiologici e dei domini cognitivi più frequentemente compromessi, vengono presentati i test di screening più diffusi (MMSE, MoCA) e i loro limiti rispetto ai deficit tipici dell’ictus, come afasia, neglect e disturbi prassici. La seconda parte approfondisce il razionale e le caratteristiche degli strumenti stroke‑specific, in particolare l’Oxford Cognitive Screen (OCS), evidenziandone punti di forza e problemi applicativi. Nella discussione vengono analizzati i limiti del punteggio globale, l’eterogeneità dei profili cognitivi post‑ictus e l’impatto di afasia e altri disturbi associati sull’interpretazione dei risultati, sottolineando come la scelta degli strumenti debba essere guidata dagli obiettivi clinici e adattata alle caratteristiche del singolo paziente. Nel complesso, la tesi propone una lettura critica della letteratura disponibile e suggerisce di considerare lo screening cognitivo come un primo orientamento da integrare con una valutazione più approfondita e con le altre informazioni cliniche rilevanti.
La valutazione cognitiva nel paziente post-stroke: strumenti, criticità metodologiche e implicazioni cliniche
PORTA, CARLOTTA
2025/2026
Abstract
La tesi affronta il tema della valutazione cognitiva nel paziente post‑ictus, con particolare attenzione agli strumenti di screening utilizzati nella pratica clinica e alle loro principali criticità metodologiche. Dopo una sintesi dei dati epidemiologici e dei domini cognitivi più frequentemente compromessi, vengono presentati i test di screening più diffusi (MMSE, MoCA) e i loro limiti rispetto ai deficit tipici dell’ictus, come afasia, neglect e disturbi prassici. La seconda parte approfondisce il razionale e le caratteristiche degli strumenti stroke‑specific, in particolare l’Oxford Cognitive Screen (OCS), evidenziandone punti di forza e problemi applicativi. Nella discussione vengono analizzati i limiti del punteggio globale, l’eterogeneità dei profili cognitivi post‑ictus e l’impatto di afasia e altri disturbi associati sull’interpretazione dei risultati, sottolineando come la scelta degli strumenti debba essere guidata dagli obiettivi clinici e adattata alle caratteristiche del singolo paziente. Nel complesso, la tesi propone una lettura critica della letteratura disponibile e suggerisce di considerare lo screening cognitivo come un primo orientamento da integrare con una valutazione più approfondita e con le altre informazioni cliniche rilevanti.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/109769