L’improvvisazione teatrale si può definire come un possibile metodo pedagogico che sfrutta la spontaneità, la collaborazione e la pratica riflessiva per promuovere l’autonomia, l’empatia e le competenze comunicative. Il suo potenziale educativo si inserisce nelle teorie della didattica attiva, della teoria dell’apprendimento sociale e della pedagogy of playful learning, che evidenziano come la partecipazione improvvisata possa promuovere le autonomie cognitive e sociali tra i bambini, gli adolescenti e gli adulti. L’uso delle pratiche di improvvisazione permette agli educatori di creare degli ambienti sicuri per l’espressione creativa, facilitando l’assertività, l’ascolto attivo e la gestione delle dinamiche di gruppo. Essi sono degli elementi chiave per lo sviluppo socio-emotivo. Si può ipotizzare che le attività sceniche strutturate, come l’improvvisazione, possono migliorare la prosocialità, l’empatia e la resilienza, offrendo delle concrete opportunità di traslazione tra il contesto scolastico e quello extrascolastico e situazioni di vita reale. Il corpus metodologico adottato suggerisce l’adozione di protocolli d’implementazione che includono i warm-up, i giochi di ruolo, degli stretti feedback e delle riflessioni guidate per consolidare le competenze meta-cognitive e la regolazione emotiva. Per i giovani partecipanti, l’improvvisazione favorisce la creatività divergente, la flessibilità cognitiva e la capacità di costruire un significato collettivo. Questi sono elementi indispensabili per una cittadinanza partecipativa. Invece, nei contesti educativi degli adulti, l’approccio improvvisato sostiene l’apprendimento esperienziale, l’auto-riflessione critica e la co-creazione di contenuti didattici, che favoriscono una formazione continua e adattiva. L’analisi dei rischi e delle dinamiche etiche è cruciale, poiché la pratica teatrale richiede facilitatori formati che sono capaci di gestire i confini professionali, la tutela e l’inclusione di tutte le persone coinvolte. La tesi propone un possibile modello integrato, che possa orientare gli educatori a progettare delle unità didattiche basate sull'improvvisazione, con degli indicatori di valutazione qualitativa e delle misurazioni di impatto sulla motivazione, sulla partecipazione e sulle competenze comunicative. Quindi, l’improvvisazione teatrale si inserisce come una possibile metodologia educativa trasversale, che è capace di arricchire le pratiche pedagogiche sia in ambito scolastico sia nei contesti educativi extrascolastici. Però, deve essere accompagnata da una formazione professionale continua e una ricerca empirica sistematica.

L'improvvisazione teatrale come metodo pedagogico.

FUCCELLI SARTI, GIORGIA
2025/2026

Abstract

L’improvvisazione teatrale si può definire come un possibile metodo pedagogico che sfrutta la spontaneità, la collaborazione e la pratica riflessiva per promuovere l’autonomia, l’empatia e le competenze comunicative. Il suo potenziale educativo si inserisce nelle teorie della didattica attiva, della teoria dell’apprendimento sociale e della pedagogy of playful learning, che evidenziano come la partecipazione improvvisata possa promuovere le autonomie cognitive e sociali tra i bambini, gli adolescenti e gli adulti. L’uso delle pratiche di improvvisazione permette agli educatori di creare degli ambienti sicuri per l’espressione creativa, facilitando l’assertività, l’ascolto attivo e la gestione delle dinamiche di gruppo. Essi sono degli elementi chiave per lo sviluppo socio-emotivo. Si può ipotizzare che le attività sceniche strutturate, come l’improvvisazione, possono migliorare la prosocialità, l’empatia e la resilienza, offrendo delle concrete opportunità di traslazione tra il contesto scolastico e quello extrascolastico e situazioni di vita reale. Il corpus metodologico adottato suggerisce l’adozione di protocolli d’implementazione che includono i warm-up, i giochi di ruolo, degli stretti feedback e delle riflessioni guidate per consolidare le competenze meta-cognitive e la regolazione emotiva. Per i giovani partecipanti, l’improvvisazione favorisce la creatività divergente, la flessibilità cognitiva e la capacità di costruire un significato collettivo. Questi sono elementi indispensabili per una cittadinanza partecipativa. Invece, nei contesti educativi degli adulti, l’approccio improvvisato sostiene l’apprendimento esperienziale, l’auto-riflessione critica e la co-creazione di contenuti didattici, che favoriscono una formazione continua e adattiva. L’analisi dei rischi e delle dinamiche etiche è cruciale, poiché la pratica teatrale richiede facilitatori formati che sono capaci di gestire i confini professionali, la tutela e l’inclusione di tutte le persone coinvolte. La tesi propone un possibile modello integrato, che possa orientare gli educatori a progettare delle unità didattiche basate sull'improvvisazione, con degli indicatori di valutazione qualitativa e delle misurazioni di impatto sulla motivazione, sulla partecipazione e sulle competenze comunicative. Quindi, l’improvvisazione teatrale si inserisce come una possibile metodologia educativa trasversale, che è capace di arricchire le pratiche pedagogiche sia in ambito scolastico sia nei contesti educativi extrascolastici. Però, deve essere accompagnata da una formazione professionale continua e una ricerca empirica sistematica.
2025
Theatrical improvisation as a pedagogical method
Improvvisazione
Metodo educativo
Playful learning
Pedagogia del gioco
Teatro
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/112059