Self-bias is a well-documented phenomenon in psychological literature, characterized by the tendency to prioritize the processing of self-referential information over non-self-related stimuli. This effect emerges across multiple cognitive domains, including perception, attention, and memory, and appears to reflect the central role of the Self in the organization of cognitive processes. Despite its empirical robustness, the question regarding its nature remains open: is it a stable and automatic mechanism, or a flexible process that is sensitive to contextual influences? This thesis is conceived as a narrative review of the literature and aims to examine the dynamic nature of self-bias, with particular attention to the factors that modulate its expression. The objective is to investigate the extent to which self-referential processes are influenced by perceptual, affective, and social variables, highlighting the potential interaction among these dimensions in the construction of personal salience. To this end, three main empirical contributions are analyzed. The first study examines the perceptual prioritization of self-associated vocal stimuli, showing how initially neutral information can acquire personal relevance through associative learning processes. The second study explores the role of positive valence in self-referential processes, suggesting that self-bias is modulated by the interaction between personal relevance and the affective meaning of stimuli. The third study investigates the modulation of self-bias in social contexts, highlighting how interpersonal relationships and group membership can influence its expression. Overall, the reviewed findings converge in outlining a flexible conception of self-bias, which, while maintaining a privileged role in cognitive processing, is nevertheless modulated by stimulus characteristics and the social context in which the individual is embedded. This evidence supports the view that self-referential relevance is not a static property, but rather a dynamic process emerging from the interaction between cognitive, affective, and social factors.

Il self-bias rappresenta un fenomeno ampiamente documentato nella letteratura psicologica, caratterizzato dalla tendenza a privilegiare l’elaborazione di informazioni autoriferite rispetto a stimoli non legati al Sé. Tale effetto si manifesta in diversi domini cognitivi, tra cui percezione, attenzione e memoria, e sembra riflettere il ruolo centrale del Sé nell’organizzazione dei processi cognitivi. Nonostante la sua robustezza empirica, rimane aperta la questione relativa alla sua natura: si tratta di un meccanismo stabile e automatico oppure di un processo flessibile e sensibile al contesto? La presente tesi si configura come una revisione narrativa della letteratura e si propone di analizzare la natura dinamica del self-bias, con particolare attenzione ai fattori che ne modulano l’espressione. L’obiettivo è quello di indagare in che misura i processi di autoriferimento siano influenzati da variabili percettive, affettive e sociali, evidenziando la possibile interazione tra tali dimensioni nella costruzione della salienza personale. A tal fine, vengono esaminati tre contributi empirici principali. Il primo studio analizza la prioritizzazione percettiva di stimoli vocali associati al Sé, evidenziando come anche informazioni inizialmente neutre possano acquisire rilevanza personale attraverso processi di apprendimento associativo. Il secondo studio esplora il ruolo della valenza positiva nei processi di autoriferimento, suggerendo che il self-bias sia modulato dall’interazione tra rilevanza personale e significato affettivo degli stimoli. Il terzo studio, infine, indaga la modulazione del self-bias in contesti sociali, evidenziando come relazioni interpersonali ed appartenenza di gruppo possano influenzarne l’espressione. Nel complesso, i risultati analizzati convergono nel delineare una concezione flessibile del self-bias, che, pur mantenendo una funzione privilegiata nei processi cognitivi, risulta modulata dalle caratteristiche degli stimoli e dal contesto sociale in cui l’individuo è inserito. Tale evidenza supporta l’idea che la rilevanza autoriferita non sia una proprietà statica, bensì un processo dinamico emergente dall’interazione tra fattori cognitivi, affettivi e sociali.

Il Self-bias: fattori percettivi, affettivi e sociali nella modulazione dell'elaborazione autoriferita

FERIOLI, MARTA
2025/2026

Abstract

Self-bias is a well-documented phenomenon in psychological literature, characterized by the tendency to prioritize the processing of self-referential information over non-self-related stimuli. This effect emerges across multiple cognitive domains, including perception, attention, and memory, and appears to reflect the central role of the Self in the organization of cognitive processes. Despite its empirical robustness, the question regarding its nature remains open: is it a stable and automatic mechanism, or a flexible process that is sensitive to contextual influences? This thesis is conceived as a narrative review of the literature and aims to examine the dynamic nature of self-bias, with particular attention to the factors that modulate its expression. The objective is to investigate the extent to which self-referential processes are influenced by perceptual, affective, and social variables, highlighting the potential interaction among these dimensions in the construction of personal salience. To this end, three main empirical contributions are analyzed. The first study examines the perceptual prioritization of self-associated vocal stimuli, showing how initially neutral information can acquire personal relevance through associative learning processes. The second study explores the role of positive valence in self-referential processes, suggesting that self-bias is modulated by the interaction between personal relevance and the affective meaning of stimuli. The third study investigates the modulation of self-bias in social contexts, highlighting how interpersonal relationships and group membership can influence its expression. Overall, the reviewed findings converge in outlining a flexible conception of self-bias, which, while maintaining a privileged role in cognitive processing, is nevertheless modulated by stimulus characteristics and the social context in which the individual is embedded. This evidence supports the view that self-referential relevance is not a static property, but rather a dynamic process emerging from the interaction between cognitive, affective, and social factors.
2025
Self-Bias: Perceptual, Affective, and Social Factors in the Modulation of Self-Referential Processing
Il self-bias rappresenta un fenomeno ampiamente documentato nella letteratura psicologica, caratterizzato dalla tendenza a privilegiare l’elaborazione di informazioni autoriferite rispetto a stimoli non legati al Sé. Tale effetto si manifesta in diversi domini cognitivi, tra cui percezione, attenzione e memoria, e sembra riflettere il ruolo centrale del Sé nell’organizzazione dei processi cognitivi. Nonostante la sua robustezza empirica, rimane aperta la questione relativa alla sua natura: si tratta di un meccanismo stabile e automatico oppure di un processo flessibile e sensibile al contesto? La presente tesi si configura come una revisione narrativa della letteratura e si propone di analizzare la natura dinamica del self-bias, con particolare attenzione ai fattori che ne modulano l’espressione. L’obiettivo è quello di indagare in che misura i processi di autoriferimento siano influenzati da variabili percettive, affettive e sociali, evidenziando la possibile interazione tra tali dimensioni nella costruzione della salienza personale. A tal fine, vengono esaminati tre contributi empirici principali. Il primo studio analizza la prioritizzazione percettiva di stimoli vocali associati al Sé, evidenziando come anche informazioni inizialmente neutre possano acquisire rilevanza personale attraverso processi di apprendimento associativo. Il secondo studio esplora il ruolo della valenza positiva nei processi di autoriferimento, suggerendo che il self-bias sia modulato dall’interazione tra rilevanza personale e significato affettivo degli stimoli. Il terzo studio, infine, indaga la modulazione del self-bias in contesti sociali, evidenziando come relazioni interpersonali ed appartenenza di gruppo possano influenzarne l’espressione. Nel complesso, i risultati analizzati convergono nel delineare una concezione flessibile del self-bias, che, pur mantenendo una funzione privilegiata nei processi cognitivi, risulta modulata dalle caratteristiche degli stimoli e dal contesto sociale in cui l’individuo è inserito. Tale evidenza supporta l’idea che la rilevanza autoriferita non sia una proprietà statica, bensì un processo dinamico emergente dall’interazione tra fattori cognitivi, affettivi e sociali.
Self-bias
Autoriferimento
Percezione
Positivity bias
Cognizione sociale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/113871