Questo testo prende piede a partire dallo studio di articoli ed esperimenti come quelli portati avanti da Milgram e Zimbardo nello scorso secolo. I loro risultati sono stati in grado di rafforzare la tesi per cui nessuno è in grado di convivere a pieno con la consapevolezza di “essere il cattivo della storia”, trent’anni dopo la pubblicazione degli scritti di Hannah Arendt sulla banalità del male. La psicologia sociale, insieme con le neuroscienze, studia dinamiche sociali estremamente sottovalutate. Un esempio più tangibile: nella quotidianità, le situazioni che causano stress superano in gran numero quelle che lo stress sono in grado di “smaltirlo”. Dopo aver letto questa frase, la maggior parte delle persone avrà pensato magari al traffico, ai problemi con la connessione, al caldo, al freddo, al lavoro… Solo in pochi andrebbero genuinamente a pensare che sia il loro stile di coping, o metodo di approccio, nei confronti delle situazioni sociali il vero problema. Siamo genuinamente portati a ritenere che le cause dei problemi sociali risiedano da qualche parte, al di fuori di noi stessi, e sebbene delle cause esterne siano certamente presenti, sottovalutare o ignorare quelle interne è pericolosamente diffuso. Per questo, nel primo capitolo si introduce il concetto di “Intelligenza Sociale”, facendo riferimento soprattutto alle abilità sociali descritte da Goleman, che unisce principi di funzionamento cognitivo a funzioni esecutive e applicazione delle stesse. Approfondendo in seguito la teoria dei due sistemi, implicito ed esplicito, di elaborazione delle informazioni. Lo studio dell’errore fondamentale di attribuzione ha poi generato la necessità di approfondire la dinamica cognitiva dietro alle Teorie della Mente che ha largamente permeato la narrazione delle sezioni successive. Il Gaze cueing, l’Emotion Understanding e il “Two Pathways Mentalizing System” sono solo alcuni dei punti focali toccati dagli studi presentati nella seconda e terza sezione ma riassumono a pieno la tesi per cui dinamiche sociali, aspetti culturali, e comportamento individuale sono fortemente impattati da meccanismi impliciti su cui non abbiamo quasi nessun controllo.
Teoria della mente: Analisi del costrutto di Intelligenza Sociale, delle funzioni esecutive socio-cognitive e dei meccanismi impliciti sottesi.
MARROCU, DAVIDE
2025/2026
Abstract
Questo testo prende piede a partire dallo studio di articoli ed esperimenti come quelli portati avanti da Milgram e Zimbardo nello scorso secolo. I loro risultati sono stati in grado di rafforzare la tesi per cui nessuno è in grado di convivere a pieno con la consapevolezza di “essere il cattivo della storia”, trent’anni dopo la pubblicazione degli scritti di Hannah Arendt sulla banalità del male. La psicologia sociale, insieme con le neuroscienze, studia dinamiche sociali estremamente sottovalutate. Un esempio più tangibile: nella quotidianità, le situazioni che causano stress superano in gran numero quelle che lo stress sono in grado di “smaltirlo”. Dopo aver letto questa frase, la maggior parte delle persone avrà pensato magari al traffico, ai problemi con la connessione, al caldo, al freddo, al lavoro… Solo in pochi andrebbero genuinamente a pensare che sia il loro stile di coping, o metodo di approccio, nei confronti delle situazioni sociali il vero problema. Siamo genuinamente portati a ritenere che le cause dei problemi sociali risiedano da qualche parte, al di fuori di noi stessi, e sebbene delle cause esterne siano certamente presenti, sottovalutare o ignorare quelle interne è pericolosamente diffuso. Per questo, nel primo capitolo si introduce il concetto di “Intelligenza Sociale”, facendo riferimento soprattutto alle abilità sociali descritte da Goleman, che unisce principi di funzionamento cognitivo a funzioni esecutive e applicazione delle stesse. Approfondendo in seguito la teoria dei due sistemi, implicito ed esplicito, di elaborazione delle informazioni. Lo studio dell’errore fondamentale di attribuzione ha poi generato la necessità di approfondire la dinamica cognitiva dietro alle Teorie della Mente che ha largamente permeato la narrazione delle sezioni successive. Il Gaze cueing, l’Emotion Understanding e il “Two Pathways Mentalizing System” sono solo alcuni dei punti focali toccati dagli studi presentati nella seconda e terza sezione ma riassumono a pieno la tesi per cui dinamiche sociali, aspetti culturali, e comportamento individuale sono fortemente impattati da meccanismi impliciti su cui non abbiamo quasi nessun controllo.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
TESI_PDFA.pdf
accesso aperto
Dimensione
323.31 kB
Formato
Adobe PDF
|
323.31 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/113884