Questa tesi nasce da una domanda attuale: “In che modo la società odierna rappresenta la passività dell’uomo nella società dei consumi e quali prospettive educative emergono per contrastarla?” Nella prima parte, la ricerca analizza come il consumismo e le nuove tecnologie rischino di trasformare l’individuo in un semplice spettatore, togliendogli spazio e spirito critico. Questo percorso si sviluppa a partire dalla critica di Herbert Marcuse, al modo in cui la società ci spinge a essere tutti uguali, e arriva alla riflessione di Günther Anders sull'alienazione e il "dislivello prometeico". Successivamente il concetto si sposta sulla risposta pedagogica a questa passività. Riprendendo il pensiero di Paulo Freire, viene messo in luce il parallelismo tra la vecchia scuola (l'educazione bancaria) e l'uso passivo dei media digitali. La chiave di volta diventa quindi il concetto di "coscientizzazione": rendersi conto di essere passivi, e capire i meccanismi di dominio del mercato e della tecnologia, è il primo passo indispensabile per iniziare a cambiare le cose. In quest'ottica, la Media Education Critica non serve a rifiutare gli strumenti tecnologici, ma a riprenderseli in mano, restituendo al soggetto un ruolo attivo, consapevole e libero.
Educazione, passività e società del consumo: una riflessione filosofico-pedagogica
BOSCARATO, MARGHERITA
2025/2026
Abstract
Questa tesi nasce da una domanda attuale: “In che modo la società odierna rappresenta la passività dell’uomo nella società dei consumi e quali prospettive educative emergono per contrastarla?” Nella prima parte, la ricerca analizza come il consumismo e le nuove tecnologie rischino di trasformare l’individuo in un semplice spettatore, togliendogli spazio e spirito critico. Questo percorso si sviluppa a partire dalla critica di Herbert Marcuse, al modo in cui la società ci spinge a essere tutti uguali, e arriva alla riflessione di Günther Anders sull'alienazione e il "dislivello prometeico". Successivamente il concetto si sposta sulla risposta pedagogica a questa passività. Riprendendo il pensiero di Paulo Freire, viene messo in luce il parallelismo tra la vecchia scuola (l'educazione bancaria) e l'uso passivo dei media digitali. La chiave di volta diventa quindi il concetto di "coscientizzazione": rendersi conto di essere passivi, e capire i meccanismi di dominio del mercato e della tecnologia, è il primo passo indispensabile per iniziare a cambiare le cose. In quest'ottica, la Media Education Critica non serve a rifiutare gli strumenti tecnologici, ma a riprenderseli in mano, restituendo al soggetto un ruolo attivo, consapevole e libero.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/116992