The paper presents a snapshot of the contemporary impact of environmental and technological disasters and conflict scenarios as a significant social phenomenon with consequences in terms of mental disorders. The focus is on minors up to the age of 18, who are more vulnerable because they have fewer cognitive and biological resources, in line with the stages of normal development, to cope with the management of an emergency and the possible related trauma. Analysing the symptoms, differentiated by age group, gender and context, the concept of dose-response relationship is introduced, along with the tragedy of chronic symptoms in contexts where war never ends. The introductory question is what, given equal exposure to trauma, causes a child to become ill or not: the metaphor of the three dolls and the life cycle challenge model explain the elements that make the difference in the biopsychosocial diathesis-stress model framework. This reasoning is enriched by Ann Masten, who talks about what every living being has as an innate and dynamic characteristic, regardless of social context: resilience. The second chapter explores the cognitive modalities that are most expressive of developmental changes in minors, in order to identify which of these, depending on the specific age group of the child within a normotypical development, can be a resource or an additional obstacle in dealing with an emergency. Finally, the third chapter proposes possible interventions, most of which are carried out outside the laboratory context, to provide tools for compensating for the symptoms produced by trauma, implementing emotional management skills, implementing coping strategies, and training in the use of attachment systems.

All'interno dell'elaborato viene proposta una fotografia della portata nella contemporaneità dei disastri ambientali, tecnologici e degli scenari di conflitto come fenomeno sociale rilevante,che ha conseguenze in termine di disturbi mentali.Il focus è sulla categoria dei minori sino ai 18 anni di età, più deboli perchè con meno risorse da un punto di vista cognitivo e biologico,in linea con le tappe dello sviluppo normotipico, per far fronte alla gestione di un emergenza e al possibile trauma correlato.Analizzando la sintomatologia, differenziata per età, genere, contesti; viene introdotto il concetto di dose response relationship e il dramma della cronicizzazione dei sintomi in contesti in cui la guerra non finsce mai.Il quesito introduttivo è cosa a parità di esposizione al trauma fa sì che un bambino si ammali oppure no: la metafora delle tre bambole, il modello della sfida nel ciclo di vita spiegano gli elementi che fanno la differenza nella cornice modello biopsicosociale diatesi-stress.Ragionamento arricchito da Ann Masten che parla di cosa però, indipendentemente dal conetsto sociale ogni essere vivente ha come caratteristica innata e dinamica:la resilienza.All'interno del secondo capitolo, vengono approfondite modalità cognitive maggiormente espressive dei cambiamenti evolutivi dei minori, così da identificare quali di esse, a seconda della fascia di età specifica in cui il bambino si trova,all'interno di uno sviluppo normotipico, possano essere risorsa o ostacolo aggiuntivo nell'affrontare un'emergenza .Il terzo capitolo propone infine interventi possibili,la maggior parte dei quali realizzati fuori dal contesto laboratoriale, per fornire strumenti di compensazione alla sintomatologia prodotta dal trauma,di implementazione di capacità di gestione emotiva, implementazione strategie di coping, di training per il ricorso ai sistemi di attaccamento.

Traiettorie di sviluppo in minori che vivono realtà sociosanitarie a carattere emergenziale: ostacoli, risorse e interventi di tutela

DI CHIARA, MATILDE
2024/2025

Abstract

The paper presents a snapshot of the contemporary impact of environmental and technological disasters and conflict scenarios as a significant social phenomenon with consequences in terms of mental disorders. The focus is on minors up to the age of 18, who are more vulnerable because they have fewer cognitive and biological resources, in line with the stages of normal development, to cope with the management of an emergency and the possible related trauma. Analysing the symptoms, differentiated by age group, gender and context, the concept of dose-response relationship is introduced, along with the tragedy of chronic symptoms in contexts where war never ends. The introductory question is what, given equal exposure to trauma, causes a child to become ill or not: the metaphor of the three dolls and the life cycle challenge model explain the elements that make the difference in the biopsychosocial diathesis-stress model framework. This reasoning is enriched by Ann Masten, who talks about what every living being has as an innate and dynamic characteristic, regardless of social context: resilience. The second chapter explores the cognitive modalities that are most expressive of developmental changes in minors, in order to identify which of these, depending on the specific age group of the child within a normotypical development, can be a resource or an additional obstacle in dealing with an emergency. Finally, the third chapter proposes possible interventions, most of which are carried out outside the laboratory context, to provide tools for compensating for the symptoms produced by trauma, implementing emotional management skills, implementing coping strategies, and training in the use of attachment systems.
2024
Developmental pathways of minors living in emergency social and healthcare situations: barriers, resources and protective measures
All'interno dell'elaborato viene proposta una fotografia della portata nella contemporaneità dei disastri ambientali, tecnologici e degli scenari di conflitto come fenomeno sociale rilevante,che ha conseguenze in termine di disturbi mentali.Il focus è sulla categoria dei minori sino ai 18 anni di età, più deboli perchè con meno risorse da un punto di vista cognitivo e biologico,in linea con le tappe dello sviluppo normotipico, per far fronte alla gestione di un emergenza e al possibile trauma correlato.Analizzando la sintomatologia, differenziata per età, genere, contesti; viene introdotto il concetto di dose response relationship e il dramma della cronicizzazione dei sintomi in contesti in cui la guerra non finsce mai.Il quesito introduttivo è cosa a parità di esposizione al trauma fa sì che un bambino si ammali oppure no: la metafora delle tre bambole, il modello della sfida nel ciclo di vita spiegano gli elementi che fanno la differenza nella cornice modello biopsicosociale diatesi-stress.Ragionamento arricchito da Ann Masten che parla di cosa però, indipendentemente dal conetsto sociale ogni essere vivente ha come caratteristica innata e dinamica:la resilienza.All'interno del secondo capitolo, vengono approfondite modalità cognitive maggiormente espressive dei cambiamenti evolutivi dei minori, così da identificare quali di esse, a seconda della fascia di età specifica in cui il bambino si trova,all'interno di uno sviluppo normotipico, possano essere risorsa o ostacolo aggiuntivo nell'affrontare un'emergenza .Il terzo capitolo propone infine interventi possibili,la maggior parte dei quali realizzati fuori dal contesto laboratoriale, per fornire strumenti di compensazione alla sintomatologia prodotta dal trauma,di implementazione di capacità di gestione emotiva, implementazione strategie di coping, di training per il ricorso ai sistemi di attaccamento.
Realtà emergenziali
Minori
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/91496