La crescente prevalenza di bambini con diagnosi di Disturbi dello Spettro Autistico ha portato alla luce un interesse nuovo verso il periodo che precede la diagnosi clinica, ovvero in quei periodi dello sviluppo dove gli esiti evolutivi possono intrecciarsi e differenziarsi in relazione a molteplici fattori di rischio e protezione. Tutto questo assume un’importanza dal punto di vista scientifico, clinico e sociale in quanto pone di fronte ad una duplice sfida: conoscere i cambiamenti che avvengono nello sviluppo durante i primi 2 anni di vita dell’individuo e, coerentemente, i sistemi di monitoraggio delle traiettorie evolutive nelle prime fasi dello sviluppo. Tra le competenze di base che fungono da substrato a processi più complessi, in questo elaborato vengono presentate le competenze motorie, gestuali-comunicative, attentive e le funzioni esecutive. La necessità di adeguare i sistemi di monitoraggio delle traiettorie evolutive nelle prime fasi dello sviluppo è partito dall’analisi delle potenzialità e dei limiti degli strumenti di screening fino ad ora utilizzati e individuati nella CBCL, M-CHAT, SCQ, FYI, SRS che, seppur largamente diffusi e facilmente somministrabili, sono caratterizzati da limiti, quali: bias socio-culturali, dipendenza dai report dei caregivers e incapacità di discriminare tra diversi disturbi del neurosviluppo. A partire da tali criticità è stata analizzata la letteratura che si è occupata di indagare precoci alterazioni nei precursori motori (general movements, stereotipie, anticipazione motoria e controllo posturale) attraverso l’uso di sensori indossabili o giochi intelligenti in grado di rilevare aspetti come la forza, la direzione dei movimenti e lo spostamento degli oggetti; e nei precursori socio-comunicativi (attenzione, FE, gesti comunicativi e direzione dello sguardo) rilevabili attraverso strumenti di eye tracking meno invasivi rispetto a quelli classici, e più maneggevoli - in quanto applicati o applicabili in dispositivi mobili di vario tipo-. Dall’analisi emerge come questi strumenti siano accessibili, validi – anche in ottica cross-culturale-, intuitivi, ecologici, oggettivi, imparziali e personalizzabili sulla base delle esigenze del singolo, aprendo la strada a valutazioni pre-diagnostiche in grado di cogliere sottili pattern di atipia nella traiettoria di sviluppo. Restano aperte, tuttavia, sfide importanti legate alla complessità tecnica degli strumenti, alla supervisione clinica di cui necessiterebbero e agli aspetti concernenti la privacy degli utenti. Si auspica quindi che la ricerca si muova verso l’implementazione di strumenti in ottica sempre più ecologica e cross-culturale, facilitando l’introduzione dei sistemi pre-diagnostici in contesti domestici, supportando l’individuazione di difficoltà socio-comunicative e motorie precoci e più in generale promuovendo le prime fasi dello sviluppo attraverso strumenti e tecniche evidence-based.
Nuove frontiere per la rilevazione precoce dei Disturbi dello Spettro Autistico: le tecnologie digitali per l’osservazione in contesti ecologici
ZAPPALA', ROBERTA
2024/2025
Abstract
La crescente prevalenza di bambini con diagnosi di Disturbi dello Spettro Autistico ha portato alla luce un interesse nuovo verso il periodo che precede la diagnosi clinica, ovvero in quei periodi dello sviluppo dove gli esiti evolutivi possono intrecciarsi e differenziarsi in relazione a molteplici fattori di rischio e protezione. Tutto questo assume un’importanza dal punto di vista scientifico, clinico e sociale in quanto pone di fronte ad una duplice sfida: conoscere i cambiamenti che avvengono nello sviluppo durante i primi 2 anni di vita dell’individuo e, coerentemente, i sistemi di monitoraggio delle traiettorie evolutive nelle prime fasi dello sviluppo. Tra le competenze di base che fungono da substrato a processi più complessi, in questo elaborato vengono presentate le competenze motorie, gestuali-comunicative, attentive e le funzioni esecutive. La necessità di adeguare i sistemi di monitoraggio delle traiettorie evolutive nelle prime fasi dello sviluppo è partito dall’analisi delle potenzialità e dei limiti degli strumenti di screening fino ad ora utilizzati e individuati nella CBCL, M-CHAT, SCQ, FYI, SRS che, seppur largamente diffusi e facilmente somministrabili, sono caratterizzati da limiti, quali: bias socio-culturali, dipendenza dai report dei caregivers e incapacità di discriminare tra diversi disturbi del neurosviluppo. A partire da tali criticità è stata analizzata la letteratura che si è occupata di indagare precoci alterazioni nei precursori motori (general movements, stereotipie, anticipazione motoria e controllo posturale) attraverso l’uso di sensori indossabili o giochi intelligenti in grado di rilevare aspetti come la forza, la direzione dei movimenti e lo spostamento degli oggetti; e nei precursori socio-comunicativi (attenzione, FE, gesti comunicativi e direzione dello sguardo) rilevabili attraverso strumenti di eye tracking meno invasivi rispetto a quelli classici, e più maneggevoli - in quanto applicati o applicabili in dispositivi mobili di vario tipo-. Dall’analisi emerge come questi strumenti siano accessibili, validi – anche in ottica cross-culturale-, intuitivi, ecologici, oggettivi, imparziali e personalizzabili sulla base delle esigenze del singolo, aprendo la strada a valutazioni pre-diagnostiche in grado di cogliere sottili pattern di atipia nella traiettoria di sviluppo. Restano aperte, tuttavia, sfide importanti legate alla complessità tecnica degli strumenti, alla supervisione clinica di cui necessiterebbero e agli aspetti concernenti la privacy degli utenti. Si auspica quindi che la ricerca si muova verso l’implementazione di strumenti in ottica sempre più ecologica e cross-culturale, facilitando l’introduzione dei sistemi pre-diagnostici in contesti domestici, supportando l’individuazione di difficoltà socio-comunicative e motorie precoci e più in generale promuovendo le prime fasi dello sviluppo attraverso strumenti e tecniche evidence-based.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/96284