Le patologie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte in Italia e nel mondo. Tra queste, lo scompenso cardiaco è una sindrome complessa e potenzialmente fatale, definita dall’incapacità del cuore di soddisfare le richieste metaboliche dell’organismo. In un quadro di insufficienza cardiaca avanzata e refrattaria alle terapie, il trapianto di cuore rappresenta il gold standard terapeutico. Nonostante gli avanzamenti nelle tecniche chirurgiche e nelle terapie immunosoppressive che sono risultati in un miglioramento della sopravvivenza, il trapianto di cuore non rappresenta una cura definitiva e sarebbe errato considerare i pazienti cardiotrapiantati liberi da patologie cardiovascolari croniche. Il periodo post-trapianto rimane gravato dalle importanti ripercussioni sulla salute della terapia immunosoppressiva, che può comportare complicanze metaboliche, alterazioni della composizione corporea con un aumento della massa grassa, e che richiede particolari attenzioni sul piano nutrizionale, anche per prevenire possibili tossinfezioni alimentari e interazioni farmaco-alimento. In ragione della complessità di tale contesto clinico, risulta fondamentale un percorso di riabilitazione e prevenzione post-trapianto, basato su un approccio multidisciplinare, attento alle esigenze dell'individuo e che comprenda un professionista della nutrizione. Il principale limite al numero di trapianti effettuabili rimane la limitata disponibilità di organi. L’impianto di assistenza ventricolare sinistra (L-VAD) costituisce un’ulteriore opzione terapeutica, utilizzabile con diverse finalità e indirizzata anche ai pazienti per cui è controindicato il trapianto. Studio osservazionale: Il presente lavoro nasce dalla necessità di approfondire le implicazioni del trapianto e dell’impianto di LVAD sullo stato nutrizionale, sulla composizione corporea e sulla spesa energetica a riposo dei pazienti post-trapianto e post-impianto di LVAD. Si tratta di uno studio osservazionale condotto su un campione di pazienti afferenti all’UOC di Dietetica e Nutrizione Clinica dell’Azienda Ospedaliera di Padova, e di cui è stata stimata la composizione corporea, tramite analisi bioimpedenziometrica, e il dispendio energetico a riposo (REE) mediante calorimetria indiretta. In aggiunta, si intende mettere in luce il valore dell’intervento dietoterapico personalizzato in un’ottica di prevenzione e gestione delle complicanze e del rischio cardiovascolare secondario, nonché al fine di migliorare la qualità di vita e il benessere percepito dai pazienti lungo il percorso di cura offerto. Risultati: I pazienti sottoposti ad impianto di LVAD hanno mostrato un BMI mediamente più elevato, indicativo di sovrappeso, rispetto ai pazienti sottoposti a trapianto cardiaco. Non sono emerse differenze statisticamente significative in termini di composizione corporea tra i due gruppi. Diversamente, il valore di dispendio energetico espresso in funzione del peso corporeo e della massa magra (fat-free mass), risulta più elevato nei pazienti cardiotrapiantati rispetto ai pazienti portatori di LVAD. Tra le principali limitazioni al presente studio, si configurano la limitata numerosità del campione e la trasversalità dello stesso, che impedisce di seguire l’evoluzione della composizione corporea e del REE nel pre-intervento e nel follow-up a lungo termine.
Intervento dietetico sui pazienti con trapianto cardiaco o con assistenza ventricolare sinistra - Studio osservazionale
CUNICO, ISABELLA
2024/2025
Abstract
Le patologie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte in Italia e nel mondo. Tra queste, lo scompenso cardiaco è una sindrome complessa e potenzialmente fatale, definita dall’incapacità del cuore di soddisfare le richieste metaboliche dell’organismo. In un quadro di insufficienza cardiaca avanzata e refrattaria alle terapie, il trapianto di cuore rappresenta il gold standard terapeutico. Nonostante gli avanzamenti nelle tecniche chirurgiche e nelle terapie immunosoppressive che sono risultati in un miglioramento della sopravvivenza, il trapianto di cuore non rappresenta una cura definitiva e sarebbe errato considerare i pazienti cardiotrapiantati liberi da patologie cardiovascolari croniche. Il periodo post-trapianto rimane gravato dalle importanti ripercussioni sulla salute della terapia immunosoppressiva, che può comportare complicanze metaboliche, alterazioni della composizione corporea con un aumento della massa grassa, e che richiede particolari attenzioni sul piano nutrizionale, anche per prevenire possibili tossinfezioni alimentari e interazioni farmaco-alimento. In ragione della complessità di tale contesto clinico, risulta fondamentale un percorso di riabilitazione e prevenzione post-trapianto, basato su un approccio multidisciplinare, attento alle esigenze dell'individuo e che comprenda un professionista della nutrizione. Il principale limite al numero di trapianti effettuabili rimane la limitata disponibilità di organi. L’impianto di assistenza ventricolare sinistra (L-VAD) costituisce un’ulteriore opzione terapeutica, utilizzabile con diverse finalità e indirizzata anche ai pazienti per cui è controindicato il trapianto. Studio osservazionale: Il presente lavoro nasce dalla necessità di approfondire le implicazioni del trapianto e dell’impianto di LVAD sullo stato nutrizionale, sulla composizione corporea e sulla spesa energetica a riposo dei pazienti post-trapianto e post-impianto di LVAD. Si tratta di uno studio osservazionale condotto su un campione di pazienti afferenti all’UOC di Dietetica e Nutrizione Clinica dell’Azienda Ospedaliera di Padova, e di cui è stata stimata la composizione corporea, tramite analisi bioimpedenziometrica, e il dispendio energetico a riposo (REE) mediante calorimetria indiretta. In aggiunta, si intende mettere in luce il valore dell’intervento dietoterapico personalizzato in un’ottica di prevenzione e gestione delle complicanze e del rischio cardiovascolare secondario, nonché al fine di migliorare la qualità di vita e il benessere percepito dai pazienti lungo il percorso di cura offerto. Risultati: I pazienti sottoposti ad impianto di LVAD hanno mostrato un BMI mediamente più elevato, indicativo di sovrappeso, rispetto ai pazienti sottoposti a trapianto cardiaco. Non sono emerse differenze statisticamente significative in termini di composizione corporea tra i due gruppi. Diversamente, il valore di dispendio energetico espresso in funzione del peso corporeo e della massa magra (fat-free mass), risulta più elevato nei pazienti cardiotrapiantati rispetto ai pazienti portatori di LVAD. Tra le principali limitazioni al presente studio, si configurano la limitata numerosità del campione e la trasversalità dello stesso, che impedisce di seguire l’evoluzione della composizione corporea e del REE nel pre-intervento e nel follow-up a lungo termine.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/99027