Degenerative and traumatic hip disorders are among the leading causes of functional limitation in young and active individuals, with a significant impact on quality of life and the ability to sustain regular sports activity. In recent years, orthopedic research has focused on prosthetic solutions designed not only to relieve pain but also to promote rapid functional recovery and return to demanding physical activities. Within this framework, hip resurfacing arthroplasty has emerged as an alternative to total hip replacement in young and athletic patients. However, early generations of metal-on-metal implants showed major drawbacks, particularly the risk of metallosis and systemic metal ion release, which limited their indications, especially in women of childbearing age. The introduction of a new metal–polyethylene hip resurfacing prosthesis represents a significant advancement, as it reduces the systemic risks associated with metal-on-metal implants while maintaining the typical advantages of resurfacing compared with total replacement. These include better preservation of femoral bone stock, easier revision surgery if required, a more physiological restoration of hip biomechanics with improved function, greater stability with reduced risk of dislocation, and the potential for return to sports thanks to joint performance closer to that of a natural hip. The first part of this thesis will outline femoroacetabular impingement (FAI) syndrome, followed by an overview of prosthetic options and their specific characteristics. Attention will then focus on the indications for resurfacing in young and active patients, with a description of the metal–polyethylene implant under study. The second part will present the clinical case, detailing the rehabilitation process and outcomes. Functional recovery will be assessed through force platform tests (squat jump, countermovement jump, and single-leg jump), used to document motor recovery and return to recreational sports activity.

Le patologie degenerative e traumatiche dell’anca rappresentano una delle principali cause di limitazione funzionale nei soggetti giovani e attivi, con un impatto rilevante sulla qualità della vita e sulla possibilità di mantenere un’attività sportiva regolare. Negli ultimi anni, la ricerca ortopedica si è concentrata sullo sviluppo di soluzioni protesiche che consentano non solo il controllo del dolore, ma anche il rapido recupero funzionale e il ritorno ad attività motorie impegnative. In questo contesto, la protesi di rivestimento dell’anca è emersa come alternativa alla protesi totale nei pazienti giovani e sportivi. Le prime generazioni di impianti metallo-metallo, tuttavia, hanno evidenziato limiti importanti, legati soprattutto al rischio di metallosi e all’aumento sistemico degli ioni metallici, rendendone problematica l’indicazione in particolare nelle donne in età fertile. La recente introduzione di una nuova protesi di rivestimento metallo–polietilene rappresenta un’evoluzione significativa, poiché riduce i rischi sistemici legati agli impianti metallo-metallo e mantiene al tempo stesso i vantaggi tipici del rivestimento rispetto alla protesi totale. Tra questi vantaggi si annoverano la maggiore conservazione del capitale osseo femorale, che facilita eventuali revisioni future; il ripristino più fisiologico della biomeccanica articolare, con conseguente miglior funzionalità; una maggiore stabilità, con ridotto rischio di lussazione; e la possibilità di un ritorno ad attività sportive anche a livelli intensi, grazie a una funzionalità articolare più vicina a quella di un’anca naturale. Nella prima parte di questo elaborato verrà presentato un breve excursus sulla sindrome da conflitto femoro-acetabolare (FAI), per poi introdurre le principali tipologie di protesi e le loro caratteristiche. Seguirà un approfondimento sulle indicazioni della protesi di rivestimento nei soggetti giovani e attivi, fino a descrivere nello specifico la protesi metallo–polietilene oggetto di studio. La seconda parte sarà dedicata al caso clinico analizzato, con la presentazione del percorso riabilitativo e dei risultati ottenuti. In particolare, gli esiti funzionali verranno valutati attraverso test su pedana di forza (squat jump, countermovement jump e single leg jump), utili a documentare il recupero motorio e il ritorno all’attività sportiva non agonistica.

Protesi di rivestimento metallo-polietilene in una giovane ex atleta professionista di pallacanestro: recupero funzionale e ritorno all'attività sportiva non agonistica - un case report

PILLI, ELISA
2024/2025

Abstract

Degenerative and traumatic hip disorders are among the leading causes of functional limitation in young and active individuals, with a significant impact on quality of life and the ability to sustain regular sports activity. In recent years, orthopedic research has focused on prosthetic solutions designed not only to relieve pain but also to promote rapid functional recovery and return to demanding physical activities. Within this framework, hip resurfacing arthroplasty has emerged as an alternative to total hip replacement in young and athletic patients. However, early generations of metal-on-metal implants showed major drawbacks, particularly the risk of metallosis and systemic metal ion release, which limited their indications, especially in women of childbearing age. The introduction of a new metal–polyethylene hip resurfacing prosthesis represents a significant advancement, as it reduces the systemic risks associated with metal-on-metal implants while maintaining the typical advantages of resurfacing compared with total replacement. These include better preservation of femoral bone stock, easier revision surgery if required, a more physiological restoration of hip biomechanics with improved function, greater stability with reduced risk of dislocation, and the potential for return to sports thanks to joint performance closer to that of a natural hip. The first part of this thesis will outline femoroacetabular impingement (FAI) syndrome, followed by an overview of prosthetic options and their specific characteristics. Attention will then focus on the indications for resurfacing in young and active patients, with a description of the metal–polyethylene implant under study. The second part will present the clinical case, detailing the rehabilitation process and outcomes. Functional recovery will be assessed through force platform tests (squat jump, countermovement jump, and single-leg jump), used to document motor recovery and return to recreational sports activity.
2024
Metal-polyethylene hip resurfacing in a young female former professional basketball player: functional recovery and return to recreational sports - a case report
Le patologie degenerative e traumatiche dell’anca rappresentano una delle principali cause di limitazione funzionale nei soggetti giovani e attivi, con un impatto rilevante sulla qualità della vita e sulla possibilità di mantenere un’attività sportiva regolare. Negli ultimi anni, la ricerca ortopedica si è concentrata sullo sviluppo di soluzioni protesiche che consentano non solo il controllo del dolore, ma anche il rapido recupero funzionale e il ritorno ad attività motorie impegnative. In questo contesto, la protesi di rivestimento dell’anca è emersa come alternativa alla protesi totale nei pazienti giovani e sportivi. Le prime generazioni di impianti metallo-metallo, tuttavia, hanno evidenziato limiti importanti, legati soprattutto al rischio di metallosi e all’aumento sistemico degli ioni metallici, rendendone problematica l’indicazione in particolare nelle donne in età fertile. La recente introduzione di una nuova protesi di rivestimento metallo–polietilene rappresenta un’evoluzione significativa, poiché riduce i rischi sistemici legati agli impianti metallo-metallo e mantiene al tempo stesso i vantaggi tipici del rivestimento rispetto alla protesi totale. Tra questi vantaggi si annoverano la maggiore conservazione del capitale osseo femorale, che facilita eventuali revisioni future; il ripristino più fisiologico della biomeccanica articolare, con conseguente miglior funzionalità; una maggiore stabilità, con ridotto rischio di lussazione; e la possibilità di un ritorno ad attività sportive anche a livelli intensi, grazie a una funzionalità articolare più vicina a quella di un’anca naturale. Nella prima parte di questo elaborato verrà presentato un breve excursus sulla sindrome da conflitto femoro-acetabolare (FAI), per poi introdurre le principali tipologie di protesi e le loro caratteristiche. Seguirà un approfondimento sulle indicazioni della protesi di rivestimento nei soggetti giovani e attivi, fino a descrivere nello specifico la protesi metallo–polietilene oggetto di studio. La seconda parte sarà dedicata al caso clinico analizzato, con la presentazione del percorso riabilitativo e dei risultati ottenuti. In particolare, gli esiti funzionali verranno valutati attraverso test su pedana di forza (squat jump, countermovement jump e single leg jump), utili a documentare il recupero motorio e il ritorno all’attività sportiva non agonistica.
Hip resurfacing
metal-polyethylene
case report
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/99245